Il dolore
Rilevatori illegittimi? Pieve e Ponte rispondono di no
Secondo i comandi delle due polizie municipali le multe con gli speed check sono valide se contestate subito
PIEVE A NIEVOLE. «I manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal nuovo codice della strada e, dunque, per essi non risulta concessa alcuna approvazione. Allo stato attuale l’unico impiego consentito è quello che prevede l’installazione al loro interno di misuratori di velocità»: taglia corto e prova a fugare i dubbi (ottenendo probabilmente l’effetto opposto) il ministero dei Trasporti sull’utilizzo e la funzione degli speed check, le colonnine arancioni capaci di contenere una telecamera apparse dall’anno scorso anche in Valdinievole, sulle strade dei Comuni di Pieve a Nievole (via Marconi e via Empolese) e Ponte Buggianese (via Buggianese e via Roma).
La pronuncia ministeriale in pratica spiega che l’impianto, se privo di “occhio elettronico” (e a determinate condizioni), non è concepito dal Cds, non è un segnale stradale e non è autorizzato. Al contrario, vale eccome se al suo interno viene posizionata una telecamera, a patto che nelle vicinanze ci sia una pattuglia della polizia municipale pronta a comminare una multa all’automobilista che non rispetta i limiti di velocità.
«Questa indicazione la conoscevamo già – spiega la comandante della municipale di Pieve Paola Nanni – noi non operiamo caricando l’apparecchio e scattando il fotogramma per poi inviare a casa la contravvenzione, questo sarebbe illegittimo. Il ministero non ha fatto altro che ribadire la modalità automatica, e cioè che la multa deve essere notificata sul posto al trasgressore che ha la possibilità della contestazione immediata. Nell’altro caso, quello della notifica per posta, è necessario un decreto prefettizio e l’installazione di un apparecchio omologato, che sia mobile o fisso».
Quindi sarebbe anche legittimo (e vincente) il ricorso del cittadino che si vede arrivare una multa elevata con gli speed check. «Quando c’è la telecamera dentro la colonnina un nostro agente è sul posto a controllare l’operazione – dice Claudio Miniati, comandante della municipale di Ponte Buggianese – è come se fosse un normale treppiede con autovelox mobile posizionato su una tangenziale. La lettera del ministero, che non è la prima di cui sapevamo, non è altro che una nuova indicazione sulla modalità e le condizioni del servizio».
Almeno secondo i comandi che le hanno adottate, le colonnine servono solo da deterrenti, sono utili per “spaventare” il guidatore indisciplinato che di riflesso alza il piede dall’acceleratore e non sono impianti pensati per tartassare ancora di più l’automobilista già alle prese con autovelox, T-red e tutor (oltre ai posti di blocco).
La telecamera al loro interno viene così posizionata con il contagocce: a Pieve quest’anno solo sei volte (e una contravvenzione), a Ponte una quarantina di servizi e venti multe comminate.
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