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«Nessuno ci ha ascoltati»

«Nessuno ci ha ascoltati»

I medici attaccano Comune, Asl e gestore dei parcheggi

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PESCIA. «Se entro il 31 gennaio Comune e sindacati non avranno intrapreso le azioni a suo tempo concordate la società dovrà necessariamente rivedere le tariffe da applicare ai dipendenti Asl, secondo il piano stabilito»: così scriveva nei giorni scorsi la Pepar, gestore del parcheggio dell’ospedale di Pescia. Un intervento che ha sollevato una dura reazione da parte dei medici del Cosma e Damiano che fanno parte dell’intersindacale dell’Asl 3, i quali intervengono per la prima volta sulla vicenda.

Lo fanno precisando una serie di questioni, intanto «di non essere a conoscenza in cosa direttamente si impegna il Comune nei confronti di Pepar o dei lavoratori e cittadini di Pescia».

Medici che sottolineano anche di «non essere mai stati direttamente coinvolti nella questione e mai convocati nelle sedi opportune per proporre soluzioni (la motivazione dell’esclusione della dirigenza medica appare ancora ignota, e ignoto appare il criterio adottato per fare le convocazioni)».

«A oggi – continuano i medici – l’unico accordo siglato è tra Pepar e giunta, con la delibera 210 nella quale alcuni articoli (3, 12 e 14) appaiono a dir poco discutibili: essendo una convenzione bilaterale risulta scontato che entrambe le parti abbiano cercato il miglior affare ma, mentre ciò è giustificabile per Pepar, soggetto privato, allo stesso tempo desta perplessità per il Comune, soggetto pubblico per delega, che ha determinato conseguenze sfavorevoli per la cittadinanza e per i lavoratori».

Non manca un richiamo all’Asl: «In tale situazione l’unico interlocutore abilitato a una sorta di trattativa per agevolare il “tariffario” è solo il datore di lavoro, l'Asl 3, che in un comunicato ufficiale ha ritenuto “giusto e corretto di non contribuire con un solo centesimo per agevolare la quota del parcheggio dei dipendenti a una società privata”.Questa scelta, chiara ma rigida, è in contrasto con quella fatta ad esempio da un’altra Asl toscana, quella di Prato».

«Desta perplessità l’aut aut del comunicato di Pepar – chiudono i medici – si ricorda che le condizioni agevolate citate, sono suggellate da un contratto palesemente a favore di Pepar contro il sottoscrittore-dipendente che viene, previa adesione facoltativa, ad accettare “obtorto collo” clausole antipatiche come la mancanza di garanzia di trovare il parcheggio libero e la manifestata, o minacciata, revisione annuale delle tariffe orarie che avviene a completa discrezione di Pepar: per la cronaca, nell’attuale abbonamento “agevolato” la decurtazione è di circa 144 euro netti all'anno. Siamo sicuri che si tratta di “inadempienza”? Non è per caso un rammarico per un'imperfetta “sottoscrizione forzata di massa”?».

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