Il Tirreno

Montecatini

Unione dei Comuni tra Larciano e Monsummano

di Luca Signorini

Dopo che anche Pieve è uscita dalla gestione associata le due ammistrazioni studiano nuove compartecipazioni

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MONSUMMANO. Poco male se Lamporecchio prima, e Pieve a Nievole poi, si siano tirati fuori dalla visione comprensoriale di uffici e servizi (ultimo a sfaldarsi è stato il Corpo unico di polizia municipale Valdinievole Est). Monsummano e Larciano, uniti più che mai, non si rammaricano (oppure lo fanno a bassa voce).

Lavorano invece per rendere maggiormente concreta la loro vicinanza. «Passeremo dalla gestione associata che fu tra i quattro Comuni – afferma il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni – all’Unione dei Comuni tra noi e Larciano. Il progetto si realizzerà entro la prossima primavera, dopo il completo distacco da Lamporecchio e da Pieve».

Questo è l’obiettivo: unificare gli uffici, non solo la polizia municipale, per semplificare i passaggi burocratici.

«Cambieremo la forma di gestione – continua Vanni – i settori di intervento saranno unici, ma manterremo le due sedi. Così si verificherà uno snellimento delle procedure, un accorciamento dei tempi e un risparmio sulle risorse da utilizzare».

Nelle intenzioni paventate l’Unione dei Comuni riguarderà l’urbanistica, la pianificazione territoriale, la viabilità, il settore produttivo, quello sanitario, l’istruzione, la protezione civile, i lavori pubblici, l’ufficio ragioneria. Si sommano le forze per la sopravvivenza di un sistema, pensato in un’ottica di area vasta, che non soccomba ai cambiamenti istituzionali diretta conseguenza del riordino delle province. Il percorso è appena avviato e non sarà facile portarlo a compimento.

«Servono una convenzione, uno statuto, dei regolamenti. Con la previsione di numerosi passaggi nei due consigli comunali», spiega ancora il sindaco.

Uno staff tecnico seguirà le numerose fasi del progetto, che probabilmente andrà a regime con l’entrata in carica delle nuove giunte comunali nel giugno del 2014. È questa la seconda fase sulla strada dell’integrazione tra due territori confinanti. La prima, annunciata con proclami piuttosto altisonanti, è andata a gambe all’aria dopo un paio di anni dalla sua inaugurazione (era il 2010). Ha portato iniziali cambiamenti ma anche veloci ritorni all’antico.

Come nel caso della polizia municipale: nella scorsa primavera, infatti, doveva essere inaugurato il nuovo comando integrato in uno spazio di proprietà del Comune in via Fermi, occupato attualmente dall’ufficio tecnico (che, a sua volta, doveva traslocare in piazza Quattro Novembre proprio al posto dell’attuale sede dei vigili). Un avvicendamento che, in un simile scenario, non si farà più.

«Questa è un’idea accantonata – chiude il primo cittadino di Monsummano – resteranno i due uffici della polizia municipale con il comandante qui in città. Con l’uscita anche di Pieve a Nievole riorganizzeremo il servizio: sarà più facile per i venti dipendenti seguire tutte le attività di loro competenza, dalle azioni notturne al contrasto della microcriminalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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