Proteste
Chiesanuova, la pieve (per ora) non chiude
Un aiuto in extremis del Comune ha scongiurato la cessazione delle funzioni religiose
CHIESINA. E se anche una chiesa rischia di chiudere... Le aziende che falliscono e la disoccupazione che aumenta non sono le uniche conseguenze della forte crisi economica.
A Chiesanuova, frazione del Comune di Chiesina in direzione Pescia, l’edificio religioso della zona è di un soffio sfuggito alla morsa della recessione. Lunedì sera l’amministrazione comunale ha confermato lo stanziamento di un contributo straordinario di mille euro, soldi freschi e necessari a scongiurare quello che i residenti si aspettavano da alcuni mesi: lo stop fino a data da destinarsi alle attività parrocchiali. «Dall’ottobre scorso - spiega Valeriano Ciampi, presidente dell’associazione Pia Unione di Chiesanuova, proprietaria e gestore della pieve - una comunicazione della Curia vescovile ci informava della decisione di diminuire le funzioni religiose settimanali, passando dalle due messe della domenica a una sola, prevista per le 11 del mattino. L’orario programmato è molto particolare, non adatto alle famiglie e agli anziani, e così abbiamo visto calare fortemente l’affluenza che, al tempo delle due funzioni, era di circa duecento persone ogni domenica. La nostra è una chiesa piccola che più di tanti fedeli non può contenere. Il risultato è stata una diminuzione delle offerte e dei contributi. Abbiamo fatto due conti: come associazione non riceviamo alcun aiuto esterno, se non quello dei cittadini, e quindi non potevamo continuare l’attività. Era così prevista la chiusura della chiesa il 31 dicembre prossimo».
Per fortuna l’amministrazione comunale è venuta in soccorso dell’associazione e di tutto il quartiere. Quel migliaio di euro stanziati per la Pia Unione permetteranno di far proseguire le funzioni, allestire le luminarie natalizie e il consueto presepe come ogni anno. «In questo modo potremo superare il periodo delle feste - continua Ciampi - faremo altre iniziative di solidarietà per raccogliere ulteriori soldi, come il mercatino di Natale e un evento enogastronomico. Per noi che viviamo con i contributi dei soli fedeli, penso ai 60mila euro donati dal 2005 a oggi per il restauro del tetto, delle statue sacre, il risanamento dei muri e la ristrutturazione dell’impianto elettrico, la riorganizzazione delle messe è un problema. Grazie al fondo del Comune riusciremo a respirare ancora per un po’, anche se la nostra sopravvivenza è sempre appesa a un filo».
Luigi Signorini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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