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Il cimitero di Castelvecchio “scoppia”

Il cimitero di Castelvecchio “scoppia”

Mancano i posti: il Comune propone un piano di esumazione delle salme più antiche e periodiche cremazioni

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PESCIA. Il cimitero di Castelvecchio non è più in grado di accogliere altri defunti per mancanza di posti disponibili, a meno che non si provveda all’esumazione di qualcuno, vale a dire al recupero dei resti delle salme sepolte in terra e della loro successiva collocazione.

Da diverso tempo i residenti sollecitano l’amministrazione comunale a fare i necessari lavori di ampliamento. Per questo gli stessi abitanti di Castelvecchio hanno posto all’attenzione degli amministratori la possibilità di espropriare un terreno che si estende alle spalle del cimitero e dal lato a valle, abbandonato da diversi anni e dei cui proprietari si sono perse completamente le tracce. Oliviero Franceschi, assessorre alla Montagna, pur ritenendo encomiabile il proposito della cittadinanza di voler proporre soluzioni, ha sottolineato la difficoltà, per qualsiasi amministrazione, di poter intervenire in una materia tanto delicata come quella dei lavori di ampliamento di un cimitero, seppur necessari, senza predisporre un piano articolato che tenga conto – oltre che delle esigenze del cimitero di Castelvecchio – anche di quelle degli altri 12 cimiteri comunali, la maggior parte dei quali presenta le medesime problematiche.

«Il consiglio comunale ha già predisposto un piano regolatore cimiteriale che tiene conto delle necessità del servizio in tutti i cimiteri urbani – ha spiegato l’assessore Franceschi – nella stesura di tale piano è stata effettuata una valutazione di tutte le strutture ricettive esistenti che tenga conto sia dei posti salma disponibili, sia dell’andamento medio della mortalità in ogni singola area in modo tale da poter predisporre lavori di ampliamento solo dove necessari».

Il piano regolatore cimiteriale deve tener conto anche di eventuali zone soggette a tutela monumentale. «La presenza della pieve romanica che sorge a poca distanza dal cimitero di Castelvecchio – rileva ancora Franceschi – rende ancora più difficoltoso intervenire con dei lavori, è molto più probabile che l’allargamento venga effettuato dal lato del muro che dà verso valle».

Si tratta di quello stesso muro che da anni evidenzia un notevole rigonfiamento, a causa delle infiltrazioni d'acqua, oltre a una crepa che nel tempo si è allargata. I servizi tecnici del Comune, già tre anni fa circoscrissero la zona con il nastro per evitare che le persone vi transitassero sotto, mentre adesso l’area appare transitabile nonostante le criticità evidenziate siano ancora presenti. Il responsabile tecnico del servizio, Roberto Romagnani, al proposito ha sottolineato che il muro non presenta un’imminente pericolosità di crollo, ma che comunque viene tenuto sotto costante osservazione, e che al più presto verrà nuovamente predisposta la segnalazione necessaria a tenere lontani i passanti.

«Al momento l'unica soluzione al problema di carenza di posti Castelvecchio – ha precisato Romagnani – appare quella delle esumazioni, vista poi la difficoltà di avvicendamento decennale legata ai fenomeni cosiddetti conservativi delle salme, per il futuro non si esclude la necessità di provvedere a periodiche cremazioni».

Maria Salerno

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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