Il Tirreno

Montecatini

Ristorante sempre aperto e spazio fiere

di David Meccoli
Ristorante sempre aperto e spazio fiere

I progetti della cordata guidata da Del Rosso in trattative per la gestione del Sesana: «Puntiamo a 2mila persone al giorno»

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MONTECATINI. Due cordate (anzi tre) per il Sesana. Obiettivo rilancio con un’operazione in grande stile che metta sì al centro l’ippica, ma “condita” con tanti altri ingredienti di qualità: ristorazione 365 giorni all’anno, sala scommesse (con slot) e un grande spazio espositivo e fieristico che da sempre manca alla città. Sari Del Rosso, figlio dell’indimenticato sindaco Enrico e da sempre nel mondo dell’ippica, svela i suoi progetti per l’ippodromo. Così spera di convincere Trenno e Snai (proprietarie dell’impianto) a concedere la gestione del Sesana e si dice pronto a stringere, per raggiungere questo scopo, un’alleanza con l’altra cordata guidata da Gabriele Baldi (presidente Anagt). A fare da “garante”, il sindaco Bellandi.

Come a Firenze? Al Visarno l’operazione è già andata a buon fine. Nel capoluogo l’ippodromo è di proprietà comunale e il bando di gestione (compresi i lavori per la nuova pista) se lo è aggiudicato un gruppo guidato dal presidente dei gentlemen Cesare Meli, affiancato da alcuni imprenditori (e tra questi lo stilista Roberto Cavalli). Circa 50mila euro il canone annuo che entrerà nelle casse di Palazzo Vecchio.

Le due (o tre) cordate. Da una parte ci sono Del Rosso (titolare dell’azienda agricola “I greppi” e della scuderia Delton, con sede tra Altopascio e Galleno, e proprietario di un centinaio di cavalli da corsa), Massimo Maltagliati e Franco Baldini (anch’essi proprietari di cavalli), più altre persone che per ora restano nell’ombra. Si era parlato anche dell’imprenditore Alberto Guarino, ma Del Rosso dice che «finora non ci sono stati contatti, ma è un amico e per lui le porte sono aperte». L’altra cordata è stata messa su da Gabriele Baldi e dal gentleman Daniele Orsini. Dietro di loro anche i guidatori Andrea Baveresi e Alessandro Baldi, oltre al proprietario di cavalli Barsi. Ci sarebbe anche un terzo interessato, Lorenzo Capellini Mion, uomo d’affari milanese, ma al momento nessuna delle due cordate lo avrebbe “accolto” al proprio interno.

Incontri Snai-sindaco. Del Rosso è già stato nella sede Snai di Porcari per incontrarsi con l’Ad della società, Stefano Bortoli e poi in Comune, dove ha visto Daniele Orsini. In entrambe le occasioni era presente anche il sindaco. «Si è trattato – dice Del Rosso – di un primo approccio nel quale abbiamo presentato la nostra volontà di gestire l’ippodromo qualora fossero confermati i timori di non vederlo riaperto la prossima stagione. Ma tutto è subordinato all’intenzione di Snai di portare avanti la trattativa, alla cifra richiesta e al gradimento delle nostre offerte e garanzie. Dopodiché ci siamo incontrati anche con l’altra cordata per verificare la possibilità di avanzare un’unica proposta, ma dovremo prima vedere se i compiti futuri e i programmi di rilancio collimano. Altrimenti andremo avanti da soli».

Progetto di rilancio. È sempre Del Rosso a illustrarlo. «L’intento non è certo creare un business diretto, che nelle condizioni in cui versa l’ippica non è pensabile. Vogliamo però rimettere in moto il Sesana, magari coinvolgendo gli albergatori e un istituto di credito locale. Al Visarno apriranno negozi, ma qui non è possibile, visto che chiudono anche in centro. Allora rivolgeremo l’attenzione alla ristorazione, che dovrà funzionare tutto l’anno, agli eventi, alla realizzazione di uno spazio fieristico ed espositivo, all’ippoterapia, alla sala scommesse e slot nei vecchi locali della mensa. In estate al Sesana dobbiamo essere in grado di riportare almeno 2mila persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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