Finanza
Occasione non sfruttata “Sun Valley” non decolla
È passato un anno dalla presentazione del progetto delle serre solari ma a Pescia l’unica azienda ad aver aderito è quella della famiglia del sindaco
PESCIA. Da città dei fiori a valle del sole, ovvero investire sulle coperture fotovoltaiche delle serre presenti nel territorio di Pescia con una ricaduta economica stimata in 4,4 milioni di euro l’anno.
È questo l’obiettivo che si proponeva il progetto “Sun Valley, Fiore & Energia”, con cui l’amministrazione guidata dal sindaco Roberta Marchi intendeva rilanciare il settore del florovivaismo in un’area, come quella di Pescia e dei comuni limitrofi, che storicamente ha sempre basato la propria economia sui fiori e le piante da serra, ma che la crisi degli ultimi anni ha messo in ginocchio.
Ma a un anno di distanza, del progetto si può dire tutto, tranne che sia decollato. “Sun Valley, Fiore & Energia” fu presentato – nel settembre del 2011 – ai floricoltori della Valdinievole nel corso di un convegno al Comicent, che vide la partecipazione tra gli altri anche dei rappresentanti della Regione Toscana, della Provincia di Pistoia, di Legambiente e di numerosi tecnici specializzati nel settore fotovoltaico. Proprio in quell’occasione il Comune di Pescia si era impegnato a creare lo sportello unico per il fotovoltaico, un servizio rivolto a tutti gli imprenditori desiderosi di installare impianti fotovoltaici sulle coperture delle serre.
Tale sportello non ha mai visto la luce, semplicemente perché, come spiega il funzionario comunale Fabrizio Salvadorini, «avrebbe dovuto rappresentare un servizio, all’interno dello sportello unico per le attività produttive già esistente, rivolto agli imprenditori agricoli interessati a realizzare serre fotovoltaiche, ma a oggi questo interesse non si è ancora manifestato».
In pratica il Comune avrebbe dovuto fungere da interlocutore unico di tutti i soggetti coinvolti (Enel, banche, assicurazioni e imprese) e aiutare queste ultime nella gestione amministrativa della pratica. Ma fino ad oggi tale coinvolgimento non si è di fatto reso necessario, perché le aziende agricole presenti nel territorio si sono mostrate restie ad investire nel fotovoltaico.
Ma come mai un progetto senza ostacoli paesaggistici (dal momento che le serre sono già presenti sul territorio), con possibilità di usufruire di contributi ventennali per l’energia prodotta e una serie di agevolazioni fiscali riservate al settore agricolo, e con la possibilità di abbattere completamente i costi dell’energia elettrica, non si è rivelato appetibile per le aziende agricole locali? Lo abbiamo chiesto al sindaco Marchi, che proprio in questo progetto aveva intravisto una possibile ciambella di salvataggio di un’economia in crisi.
«Anzitutto – spiega il sindaco – gli incentivi statali erogati in conto energia, ovvero rivendendo tutta l’energia elettrica prodotta direttamente al gestore Gse (Gestore dei servizi elettrici) a una tariffa incentivante, non sono più gli stessi. La normativa di riferimento cambia in continuazione e questo crea incertezza in chi deve investire. E infine la concessione del credito da parte delle banche è oggi molto difficoltosa».
«Se guardiamo gli impianti fotovoltaici realizzati finora in Italia ci accorgiamo – prosegue Roberta Marchi – che sono stati favoriti pochi grandi soggetti privati che hanno potuto costruire grandi parchi invece di puntare su una politica che premiasse coloro che costruivano sopra le coperture già esistenti delle singole proprietà, come volevamo fare noi».
Ad oggi “Sun Valley Fiore & Energia” ha trovato applicazione in un’unica azienda agricola a Veneri, il “Poggio dei Due Soli”, i cui proprietari sono i genitori del sindaco Marchi. Una sperimentazione, che a detta del sindaco e di suo marito Daniele Quiriconi, master projet dell’operazione, si è rivelata vincente e che avrebbe dovuto fungere da modello di attrazione per le altre aziende del territorio, cosa che al momento però non è ancora avvenuta.
Quindi Pescia non diventerà mai la Sun Valley dei fiori? «Il momento di crisi che stiamo attraversando di certo non aiuta – conclude il sindaco – ma io voglio crederci ancora».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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