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E a Pescia le primarie potrebbero ricompattare il Pd

E a Pescia le primarie potrebbero ricompattare il Pd

PESCIA. Se in molti hanno visto, nel voto di domenica (ma anche nella campagna che lo ha preceduto) il potenziale rischio di un’ulteriore divisione per il centrosinistra, c’è anche una realtà dove le...

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PESCIA. Se in molti hanno visto, nel voto di domenica (ma anche nella campagna che lo ha preceduto) il potenziale rischio di un’ulteriore divisione per il centrosinistra, c’è anche una realtà dove le primarie potrebbero sortire un effetto opposto. Non a caso stiamo parlando di Pescia, una città dove la politica è vissuta in modo intenso e particolare.

Qui divisioni (frequenti) e riappacificazioni (rare) sono una costante, in entrambi gli schieramenti. E, restando in ambito centrosinistra, la situazione è sempre stata vivace. Prima con la scissione che portò alla nascita della lista civica Pescia Democratica. Poi con al “separazione in casa”, con il dissidio tra l’ex sindaco Abenante e il segretario locale Petrini e provinciale (sempre di Pescia) Niccolai. Contrasto che ha avuto ripercussioni all’interno del gruppo consiliare, con il consigliere Roberto Michelotti schierato da una parte e il consigliere Roi Giorgi dall’altra. Eppure con la sfida delle primarie parte di queste divisioni sono scomparse (anche se all’orizzonte se ne profilano di nuove): Michelotti e Giorgi, e con loro anche i promotori della scissione che portò a Pescia Democratica, si sono ritrovati insieme a sostenere Matteo Renzi.

«In linea generale – commenta Michelotti – questa espressione di voto è un segnale di volontà di rinnovamento, non tanto degli uomini ma di un certo modo di far politica, e specialmente in valdinievole dove tutto l'apparato era schierato con Bersani. Questo segnale assume un valore maggiore per quanto riguarda Pescia che, ricordo ha visto un affluenza maggiore di altri comuni più grossi, come Montecatini. Il grande risultato di Renzi si trasforma anche in un’occasione di ricucitura di quel centrosinistra che aveva avuto un grande strappo alle elezioni del 2009, favorendo così la vittoria del centrodestra. Da qui si riparte per guardare con fiducia all’appuntamento elettorale del 2014».

L’impressione adesso è quella di un possibile isolamento dei vertici locali del Pd, schierati con Bersani. Da parte sua il segretario del Pd di Pescia Davide Petrini parla di «grande prova di democrazia» ed evidenzia la partecipazione («Che ci impegniamo a mantenere elevata anche al secondo turno»). Non c’è però, a suo avviso, una chiave di lettura locale: «La figura di Renzi è servita a scuotere l’elettorato, e non c’è una differenza fra il risultato di Pescia e quello del resto della Toscana». Quindi, sulle presunte “infiltrazioni”: «Sì, si è registrata una discreta affluenza di personaggi notoriamente di centrodestra. Son curioso di vedere se voteranno per il nostro schieramento anche alle politiche e alle amministrative».

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