Sicurezza
«Chiediamo le dimissioni di Ceccobao»
L’assessore toscano ai trasporti nel mirino del Comitato in difesa della ferrovia: venerdì manifestazione a Firenze
BUGGIANO. Superficialità e mancanza di sensibilità»: le definizioni sono indirizzate al presidente della Regione Enrico Rossi, e arrivano dal Comitato contro i tagli alle ferrovie. Comitato che, dopo la consegna delle prime 10mila firme direttamente nelle mani del governatore della Toscana, è rimasto a dir poco amareggiato dalla reazione mostrata dallo stesso Rossi.
La mobilitazione. Così ieri mattina, direttamente in uno dei “luoghi del misfatto” (la stazione di Borgo a Buggiano, una delle sette a rischio chiusura) i rappresentanti del comitato hanno organizzato una conferenza stampa, per fare il punto della situazione, per ribadire le ragioni del loro no alla “rimodulazione” (si scrive così, ma si legge “taglio”) del servizio e per annunciare l’organizzazione di una manifestazione. Infatti, accanto alla mobilitazione già avviata da tempo, e che proseguirà, fatta di assemblee pubbliche, incontri informativi, raccolta firme (a proposito, anche se è stata superata quota 10mila le adesioni continuano ad arrivare a ciclo continuo), adesso è arrivato il momento di far sentire direttamente sotto le finestre della Regione il malumore delle comunità penalizzate.
Delusi da Rossi. La conferenza stampa però si è aperta con le amare considerazioni del dopo incontro di mercoledì sera con Rossi. Per il Comitato erano presenti Francesca Cimò, Sabrina Marconi, Leonardo Grilli, Ilenia Ieri e Anna Chiappe. Proprio quest’ultima ha esordito sull’atteggiamento di Rossi: «Abbiamo avuto l’impressione che fosse fuori dall’argomento. Del resto ha anche parlato di “stazione di Ponte Buggianese”. Ha ribadito, in una sorta di “copia e incolla”, sempre le solite motivazioni per giustificare questi tagli. Ha insistito sull’alta velocità, dimenticandosi però che in questo modo si tagliano fuori pendolari e studenti. Noi non ci siamo sentiti rappresentati da questo presidente, che sulla vicenda pare aver delegato tutto a una sola persona (l’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao ndr)».
Con Ceccobao. In particolare a far arrabbiare è stata anche una dichiarazione rilasciata in tv da Rossi, nel momento in cui i membri del Comitato, che erano distanti, non potevano replicare: «A fine incontro ha dichiarato che appoggiava Ceccobao, quando noi ci aspettavamo che si discostasse, anche alla luce del comportamento tenuto dallo stesso sull’intera vicenda». Un comportamento, ricordiamo, che ha ricevuto una dura censura anche da parte del consiglio regionale (in particolare per aver anticipato, prima ancora dei tavoli di confronto, una possibile modifica del piano a vantaggio della sola Montecatini).
Contestazioni nel merito. Per dirla con le parole del comitato c’è l’idea che si voglia «difendere ciò che è indifendibile». Sì, perché le contestazioni alla rimodulazioni del servizio entrano anche nel merito, attraverso l’analisi impietosa di Leonardo Grilli (membro del comitato e delegato del sindaco di Buggiano sulla questione ferrovia): «Si ricorre sempre alla questione dei tagli (i trasferimenti sul trasporto pubblico dallo Stato alla Regione ndr), ma è innegabile che questi tagli vengono riversati quasi interamente solo sulla nostra linea. Per farceli digerire hanno promesso un aumento della velocità, che si traduce in pochi minuti risparmiati e solo per chi arriva da Lucca città. Il discorso sui tempi non regge. Non è il numero fermate a fare la differenza ma l’organizzazione degli orari. Un esempio? per andare da Borgo a Lucca ci vogliono 43 minuti con il “memorario”, fuori dalla fascia del memorario, con le stesse fermate, ne servono 31. Magari si può tener conto di questo nel rimodulare». Mancano le risorse? Allora, ci si chiede al Comitato, perché continuare a investire nell’alta velocità? Le linee Firenze-Milano e Firenze-Roma sono già abbondantemente coperte. Peccato che poi serva più tempo per arrivare (quando è possibile) dal capoluogo alla provincia.
E i sindacati? Un richiamo arriva anche ai sindacati provinciali: «Nessun sindacato pistoiese - dice Sabrina Marconi – ha speso una sola parola per difendere gli studenti, i pendolari che usano il treno per andare a lavorare, i dipendenti delle cooperative che si occupano dei servizi e che ora rischiano di perdere il lavoro».
Protesta a Firenze. Quindi la manifestazione: l’appuntamento è per il 30 novembre a Firenze, in contemporanea con il tavolo tecnico che si terrà in Regione. Chiunque potrà partecipare alla manifestazione, senza simboli politici però («Il nostro è un movimento apartitico, e toglieremo lo spazio a chiunque porterà una bandiera di qualunque partito sia»). A Borgo il ritrovo sarà in stazione, per prendere il treno delle 13,18, mentre chi può è pregato di arrivare a Firenze in bicicletta (in difesa del concetto di mobilità sostenibile). «Abbiamo sempre percorso la strada del dialogo – chiudono da Comitato – e continueremo a farlo, ma vogliamo anche far sentire la nostra voce. Con pacatezza, ma con decisione, saremo setto le finestre dell’ufficio di presidenza della Regione, per chiedere le dimissioni di Ceccobao».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
