Attenzione
Wireless sulla collina Basta un po’ di vento e Internet non c’è più
Disagi per i residenti e per le varie attività produttive mentre i collegamenti Adsl restano un miraggio
PESCIA. Da diversi anni la Regione Toscana ha avviato una politica volta a diminuire il cosiddetto “digital divide”, vale a dire il divario digitale presente nelle zone cosiddette svantaggiate. Col progetto “Banda larga nelle aree rurali della Toscana” promosso dalla Regione già a partire dal 2007, anche zone nelle quali internet veloce aveva rappresentato da sempre un miraggio, come ad esempio i borghi della Valleriana, sono stati raggiunti dalla connessione wireless.
A fornirla è Eutelia, la società che si è aggiudicata il bando per fornire e gestire il servizio. Ma Eutelia offre un servizio cosiddetto di hiperlan, vale a dire di connessione tramite onde radio piuttosto che via cavo. Tale sistema, sebbene in grado di raggiungere vaste aree di copertura è caratterizzato da un segnale ad alta frequenza, ma molto sensibile a pioggia e nebbia (fenomeni assai frequenti in zona). L’utente, cioè, riceve il segnale tramite un’antenna installata sul tetto, esattamente come avviene per le antenne paraboliche della televisione. Qual’è il limite? Le condizioni atmosferiche influiscono sulla qualità del segnale, e quindi sulla velocità della connessione.
Le reti senza filo, inoltre, sono considerate reti a bassa sicurezza e agli utenti collegati, di norma, viene consigliato di non accedere a dati riservati. Questo pone un problema ulteriore. Internet non viene usato solo con finalità private, ma anche professionali. Pensiamo alle tante attività commerciali nella zona della Svizzera Pesciatina, agriturismi, b&b, ma anche aziende specializzate nella produzione cartaria.
Sebbene la tecnologia hiperlan rappresenti un’alternativa per accedere alla banda larga, la copertura Adsl rimane ancora un miraggio per molti operatori economici e abitanti della montagna pesciatina.
Giuseppe Basile, titolare dell’agriturismo “Il Traspo” a Vellano, dice di avere una linea con un segnale debolissimo, nonostante il servizio Adsl offerto da Telecom sia piuttosto costoso. Un limite strutturale non da poco per un'attività che si rivolge principalmente a turisti, in larga parte stranieri.
Anche molti operatori commerciali del settore cartario vivono il disagio di una connessione non sempre efficiente. In molte zone di Pietrabuona, ad esempio, dove nemmeno la telefonia mobile funziona, si naviga ancora a una velocità di 640Kbit. C’è chi invece, come le Cartiere Magnani, ha fatto di necessità virtù, riuscendo a fare a meno di internet, ma sacrificando probabilmente una fetta di mercato che ha fatto della rete il suo strumento di azione privilegiato.
«L’origine del problema è a monte – spiega il consigliere Alessandro Ricciarelli, responsabile dei processi di informatizzazione del Comune – se la telefonia e l’elettricità sono considerati beni di prima necessità, internet non lo è altrettanto, e nel 2012 è grave».
Come il progetto Banda larga aveva messo in luce già 5 anni fa, è assai improbabile che operatori pubblici e privati investano in aree come quelle montane per la fornitura dell’Adsl, operazione troppo costosa e quindi commercialmente non appetibile.
Ricciarelli parla anche di un progetto di cablaggio in fibra ottica di cui potrebbe farsi promotore un gruppo di aziende private del Comune di Piteglio, ma di cui ancora non ci sono notizie certe: «In ogni caso invito tutti gli utenti, siano essi cittadini o aziende, che dovessero riscontrare dei problemi di connettività limitata a rivolgersi prima al fornitore del servizio e in secondo luogo al Comune, che si farà portatore delle singole istanze con la Provincia e la Regione».
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