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Floricoltura, energie alternative nella ricetta Cia contro la crisi

Floricoltura, energie alternative nella ricetta Cia contro la crisi

PESCIA. È stato presentato all'assessore regionale all’Agricoltura Gianni Salvadori, durante un confronto con operatori e tecnici di settore il “piano della Cia per il rilancio della floricoltura”....

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PESCIA. È stato presentato all'assessore regionale all’Agricoltura Gianni Salvadori, durante un confronto con operatori e tecnici di settore il “piano della Cia per il rilancio della floricoltura”.

Si tratta di una ricetta che è il frutto di un monitoraggio del settore di tutto il comprensorio del distretto floricolo e di un confronto con chi ogni giorno si misura col mercato nei due poli di vendita di Pescia e Viareggio e che deve fare i conti, con la crisi dei consumi e con l'aumento dei costi in primis quello energetico per l'aumento dei costi del gasolio agricolo per effetto della fine delle accise.

«Gli stessi produttori – segnala il documento Cia – ci dicono che è necessario avere strutture produttive più efficienti; serre che consentano anzitutto risparmi energetici; approvvigionamenti energetici alternativi; servizi alla commercializzazione. È cosa nota che, per i costi di produzione, il “caro gasolio” rappresenta il colpevole per eccellenza. La Cia quindi propone «di puntare su un mix di investimenti votati al risparmio energetico, quali la ristrutturazione delle serre di coltivazione dotandole di impianti di coibentazione, di modalità di riscaldamento alternative quali uso del cippato o di pompe di calore con sfruttamento della geotermia. Il prossimo Psr (piano di sviluppo rurale) deve essere lo strumento in grado di dare risposte calibrate al settore floricolo, prevedendo specifiche misure di intervento ed alleggerendo e semplificando la parte burocratica. È necessario poi razionalizzare le problematiche urbanistiche, poiché è fuori da ogni logica quanto accade ogni giorno. Ad esempio, se un floricoltore vuole convertire il sistema di riscaldamento di una serra da gasolio a cippato o altro, gli si presenta subito il problema urbanistico di come considerare il luogo dove è installato l'impianto, in genere la serra stessa. Così pure su cosa sia necessario per impiantare una serra temporanea».

La Cia esamina la questione della commercializzazione, evidenziando come: «i mercati locali di Pescia e di Viareggio si trovino ad operare in una condizione di assoluto svantaggio. Di conseguenza i produttori vogliono porre alcuni punti fermi. Occorre andare con decisione verso la gestione unitaria dei due mercati. L'idea lanciata dalla Regione ormai da qualche anno riteniamo sia tuttora valida e vada rilanciata con fermezza. Tale ipotesi vedeva il pieno coinvolgimento delle amministrazioni locali. Soltanto di recente è iniziata la discussione sul “regolamento unico” dei mercati di Pescia e di Viareggio, senza che peraltro ci sia ancora stato un accordo fra le due amministrazioni che preveda la gestione comune dei beni».

Eugenio Fagnoni

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