Il dolore
Immigrato, operaio e poi imprenditore Una storia esemplare
Gjepali Sokol era arrivato dall’Albania appena ventenne Chiusa l’azienda in cui lavorava ha creato una cartotecnica
UZZANO. «Io sono il primo a entrare e l’ultimo a uscire. Non vengo in ditta aspettando la fine della giornata, l’obiettivo è costruire qualcosa, fare crescere la nostra attività»: ha l’animo dell’operaio ma la testa da imprenditore Gjepali Sokol, quarantenne di origine albanese che, da 20 anni in Valdinievole si è costruito una vita, una famiglia, un’azienda viva.
È il titolare della Gs Cartotecnica di via Fabbri nella frazione uzzanese del Forone. Dà lavoro a 16 persone, tra dipendenti interni e rappresentanti esterni, commercia in Italia e in Spagna prodotti di qualità, «di nicchia», come dice lui. Biglietti da visita, buste di partecipazione per matrimoni, battesimi ed eventi speciali, carta da lettere. Ha rapporti con cartolibrerie, fiorai, negozi specializzati. Nell’ultimo anno ha registrato un più 18 per cento sulle vendite di buste realizzate col taglio della fibra (e non il taglio netto della carta), dai bordi leggermente ondulati.
«Sono venuto in Italia quando avevo venti anni – dice Gjepali – ero solo e non sapevo cucinare. Ho trovato lavoro nel 1991 alla Kartos di Montecatini, sono partito operaio e ho concluso responsabile di reparto. Sono rimasto lì fino alla chiusura dell’azienda, avvenuta nel 2006. Poi per un breve periodo ho trovato un’occupazione in una piccola tipografia proprio dove ora c’è la mia cartotecnica. L’impresa ha però chiuso i battenti dopo poco tempo».
Ma non si è perso d’animo Sokol. Ha deciso di rilevare l’attività, comprare all’asta alcuni macchinari della Kartos e partire per un’avventura. Conosceva il settore, questo di sicuro, ma non poteva immaginare l’entità del suo impatto in un mercato difficile, colpito da una dura crisi economica e dalle esigenze sempre più complicate delle famiglie.
«La nostra è una cosiddetta “start up” – riprende Gjepali – siamo nati nel marzo 2010 con sette dipendenti e ora, me compreso, siamo in dieci. L’azienda è a conduzione familiare, dove tutti si sentono partecipi del progetto. Io stesso non resto dietro a una scrivania, ma lavoro alle macchine come gli altri. Non sono nato presidente».
Qui alla Gs Cartotecnica il prodotto viene prima pensato, poi realizzato, infine confezionato e spedito. Ci sono i grafici, il reparto produzione, quello dell’allestimento e il magazzino della merce pronta per essere consegnata. Non manca niente. «Sono partito da zero – chiude l’ex operaio – ho imparato un mestiere in 15 anni, mi sono costruito una mia realtà produttiva, seppur piccola e artigianale, che mi dà grande soddisfazione, ho una moglie e due figli. Mi sono realizzato nella vita e nel lavoro grazie all’impegno e alla voglia di fare».
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