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Il Comitato Strulli «Allarmati dalle leggi sull’elettrosmog»

Il Comitato Strulli «Allarmati dalle leggi sull’elettrosmog»

Non si fa attendere la risposta del Comitato quartiere stadio Strulli all’intervento dell’assessore all’ambiente Maria Formica apparso domenica su “Il Tirreno”

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MONSUMMANO. Non si fa attendere la risposta del Comitato quartiere stadio Strulli all’intervento dell’assessore all’ambiente Maria Formica apparso domenica su “Il Tirreno”. Attraverso il suo portavoce Alessandro Bugelli, il comitato nato dopo l’installazione del ripetitore Wind all’interno del centro sportivo Strulli, afferma che «non è mai stato messo in discussione il fatto che il Comune di Monsummano non presti attenzione al tema dell’elettrosmog, tutt’altro. A prescindere che questo comunque non è un atto “eroico” o da medaglia al valor civile, ma un atto dovuto in quanto proprio il Comune è il primo responsabile, sindaco in testa, della salute dei propri cittadini».

«Quanto scrive l’assessore circa l’attenzione del Comune all’elettrosmog, corrisponde di certo al vero – continua Bugelli – ci mancherebbe altro che fosse il contrario, ma forse non ha afferrato il senso e soprattutto l’oggetto delle recenti comunicazioni diffuse dal comitato, le quali riguardano esclusivamente il tema della nuova normativa sulle rilevazioni delle onde elettromagnetiche inserita nel decreto sviluppo. Una norma che se dovesse venire attuata, ribalta quella vigente, con evidente pericolo della salute pubblica. Nessuno ha mai mosso accuse di uno scarso impegno sul tema, abbiamo solo fatto sapere quello che potrebbe accadere a tutti noi. E chiediamo: cosa prevede di fare per il futuro l’amministrazione?».

La nota prosegue con alcune valutazioni sul decreto del governo: «Renderà estremamente più facile, per i gestori della telefonia mobile, installare antenne vicino alle abitazioni, quando già oggi ci sono in Italia numerosi “cluster oncologici”, cioè zone in prossimità dei ripetitori che presentano un numero insolitamente alto di tumori e di altre patologie degenerative. Così si mette seriamente a rischio la salute di milioni di italiani».

C’è anche un’apertura del gruppo dei cittadini al progetto del Comune che varerà una campagna informativa sui pericoli dell’inquinamento elettromagnetico rivolta agli studenti delle scuole elementari e medie: «Questo è un atteggiamento onorevole da parte del Comune, un argomento che dovrebbero attuare in prima battuta le famiglie, che non dovrebbero fornire il telefonino ai propri bambini. Noi non siamo contrari alle antenne di telefonia, ai telefonini, smartphone, Wi-Fi e quant’altro» ma, dice il Comitato «chiediamo che tali apparati (i ripetitori ndr) siano previsti in luoghi isolati, o magari iniziare a pensare alle fibre ottiche».

Poi la stoccata all’assessore che affermava di aver chiesto al Comitato indicazioni su esperti o organismi accreditati di loro fiducia per la misurazione dei campi elettromagnetici: «La risposta non è mai stata data perché non è mai arrivata una richiesta formale di contatto, gli inviti verbali lasciano il tempo che trovano. L’assessore trova inopportune e inaccettabili alcune affermazioni “gratuite” apparse sulla stampa? Anche i cittadini hanno trovato inopportuna l’apposizione dell’antenna allo stadio e non solo quella. È tornato poi fuori che provochiamo allarmismo. Forse, pur essendo un medico, non conosce a fondo il tema. Probabilmente tornerà anche fuori il sospetto di una strumentalizzazione politica. Ecco, queste due argomentazioni le rispediamo al mittente. Cerchiamo il dialogo, non la guerra. Il dialogo lo attuano le persone intelligenti, la guerra la fanno gli stupidi».

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