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Tagli alle ferrovie

Non tornano i conti sui pendolari che usano la stazione

Non tornano i conti sui pendolari che usano la stazione

BUGGIANO. Ma quali sono le ragioni del Comitato? Quali sono i numeri che giustificano la bocciatura del piano di tagli ai trasporti ferroviari proposto dall’assessore regionale Ceccobao? Qauli sono...

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BUGGIANO. Ma quali sono le ragioni del Comitato? Quali sono i numeri che giustificano la bocciatura del piano di tagli ai trasporti ferroviari proposto dall’assessore regionale Ceccobao? Qauli sono le decisioni così inaccettabili da far sbottare un sindaco (quello di Montecarlo Vittorio Fantozzi) al punto da lanciare la proposta di bloccare il passaggio dei treni? Nella riunione di giovedì del Comitato del no alla chiusura della stazione di Borgo alcuni di quei numeri sono stati dati, anche se sono probabilmente passati inosservati all’interno di un dibattito dai molti temi.

Quel no al provvedimento (solo sospeso) può essere spiegato con i numeri, quelli che il neo delegato cittadino del Comitato (e statistico dell’Università di Firenze) Leonardo Grilli ha presentato durante il suo intervento. Il primo a colpire è quello dei costi: il risparmio prevista dalla manovra della giunta regionale è di poco superiore ai 5 milioni di euro (5.022.217 per l’esattezza). Ebbene, ben 4.100.000 (l’81,6%) di questo risparmio, per tutta la Regione, deve arrivare proprio dai “ritocchi” fatti sulla Pistoia-Lucca-Viareggio. Un taglio che ha il sapore dell’ingiustizia insomma.

Non solo, ma anche i numeri contenuti nella ricerca con cui l’assessore regionale giustifica i suoi tagli sembrano non tornare. Per esempio quelli sul numero di utenti che utilizzano la stazione di Buggiano. Dalle rilevazioni (che continueranno nei prossimi giorni) fatte dal comitato, osservando direttamente chi sale e scende, sono stati contati 200 passeggeri in salita e 200 in discesa, mentre sulla delibera si parla di «169 “pax”, senza nemmeno precisare se sono quelli che salgono, quelli che scendono, o la somma di entrambi».

Il tutto senza considerare l’effetto che avrà, non solo sul traffico o sull’inquinamento, ma anche sui costi per la collettività e sui tempi di percorrenza per il singolo, la controproposta dell’assessore di trasferire i passeggeri dalla rotaia alla gomma.

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