Finanza
Abitazione allagata Comune risarcisce
Una famiglia è finita sott’acqua almeno otto volte Vinta la causa: l’amministrazione pagherà 28mila euro
MONTECATINI. La casa trasformata in una piscina, contro la volontà dei proprietari, costa al Comune un risarcimento danni di 28mila euro.
Per il Tribunale civile di Monsummano se un’abitazione in via Lombardia è finita a mollo dopo un acquazzone almeno otto volte negli ultimi anni la responsabilità è dell’ente che aveva l’obbligo di assicurare un deflusso delle acque di scolo adeguato e capace di evitare un effetto Venezia nelle case della gente. Così non è stato e il municipio è stato condannato a risarcire con19mila euro la famiglia che gli ha fatto causa. Una somma a cui vanno aggiunti 9mila euro tra rivalutazione Istat, spese di lite, consulenze tecniche e onorari per gli avvocati. Conto finale? 28mila euro da saldare al privato. La sentenza di primo grado non è stata appellata dal Comune. Le cause dell’acqua in libera uscita sono state accertate nella loro evidenza di responsabilità. Gli scarichi delle acque bianche non reggevano alla pressione della pioggia. Le condotte della zona vanno a finire in un fosso in cui si trovano le tubazioni della Società autostrade nella zona dell’A11.
Solo che al momento di ricevere la massa d’acqua proveniente dalle fogne bianche comunali, le sezioni delle conduttore della Società autostrade non riuscivano a farsi carico della portata provocata dal nubifragio a causa del dimensionamento ridotto.
Misure idonee all’epoca della messa in opera degli scarichi, ma inadeguate a distanza di anni. Un effetto imbuto con conseguenze avvertite in via Lombardia sotto forma di acqua in strada e poi nella casa del cittadino che si è ritrovato numerose volte arredi e mobili fradici e da buttare. Per contrastare i torrenti casalinghi la famiglia ha dovuto comprare due pompe idrovore in modo da svuotare lo scantinato senza dover attendere i soccorsi. È stato chiarito che il tubo di raccolta delle piogge era insufficiente a smaltire le acque piovane. Fu progettato quando nella via c'erano poche case. È stato sostituito, ma le sezioni ridotte delle altre condutture di raccolta, quelle della Società autostrade, rendono ancora attuale il rischio di alta marea a domicilio. Di qui l’azione invasiva dell’acqua, cui è corrisposta una reazione in Tribunale della famiglia per chiedere danni al Comune.
Pietro Barghigiani
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