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Ultima chiamata al sindaco

Ultima chiamata al sindaco

I negozianti di corso Roma reclamano cambiamenti

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MONTECATINI. Un appello rivolto al sindaco Bellandi affinché ascolti i commercianti. È quello contenuto in una lettera aperta firmata dai negozianti di corso Roma, o “Corso AmoR” come si erano ribattezzati alcuni anni fa. Una lettera che ricalca il tormentone del “Noi che...” lanciato in una pubblicità nazionale. Eccolo.

«Noi commercianti di categoria. Noi Amici di Montecatini. Noi proprietari di fondi. Noi padri e madri di famiglia. Noi semplici persone armate dalla voglia di lavorare. Noi che investiamo tempo, denaro e salute dentro le nostre attività. Noi che tutti i giorni accogliamo con il sorriso i nostri clienti, ma afflitti dalla paura che l'indomani non potremo rifarlo. Noi che non vogliamo chiudere i negozi per andare ad aprire in altre città, comunque colpite dalla crisi ma con una maggiore apertura a ricettività di flussi, organizzazione amministrativa e di categoria.. Noi che se ci viene data la possibilità siamo pronti ad investire. Noi che oggi, come protesta, mossi dal buon senso, abbiamo comunque deciso di dare anche quest'anno il contributo chiesto per le luci di Natale. Noi che dimostriamo di voler bene a Montecatini, vogliamo con l'anno nuovo un cambiamento, confidando in un rinnovamento generale da parte di tutti. In primis dall'amministrazione comunale che riteniamo responsabile delle azioni che saremo costretti a fare nel caso non si riesca a sbloccare questa situazione stagnante e immobilizzante!».

Poi la lettera si rivolge al sindaco: «Deve leggere il nostro appello (primo ed ultimo) come fa un buon padre di famiglia, poiché noi lo consideriamo tale al di là della sua figura politica. Ha tutta la nostra stima come persona e per questo gli chiediamo di aiutarci ad aiutarlo, come figli nativi o adottivi senza distinzione. Nel frattempo proviamo a continuare a lavorare e aspettiamo l'anno nuovo fiduciosi».

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