Il Tirreno

Montecatini

Buoni d’acquisto comunali per contrastare la crisi

di Luca Signorini

Iniziativa del Comune di Monsummano a favore delle famiglie meno abbienti Saranno spendibili per un periodo limitato nei negozi che aderiscono

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MONSUMMANO. Arrivano dal saldo positivo del riequilibrio di bilancio i 60mila euro che serviranno all’amministrazione per rendere operativo il progetto dei Buoni di acquisto comunali.

Un’iniziativa pensata per dare sostegno alle fasce più deboli residenti sul territorio e alle attività produttive che, come le famiglie, si trovano ad affrontare una grave crisi economica. Martedì sera, nella saletta accanto al teatro Montand, un incontro pubblico saggerà l’interesse dei commercianti sulla partnership con il Comune: i negozi invitati (circa 120 tra il centro città e le frazioni) saranno chiamati a dare indicazioni specifiche sulla modalità di erogazione dei buoni, allo stesso tempo potranno firmare la lettera di adesione a un simile piano di azione per il sociale. L’intenzione della giunta è quella di arrivare al bando dove ricevere le domande dei cittadini entro i primi giorni di dicembre, così da distribuire il carnet di tagliandi da utilizzare negli esercizi cittadini per gli acquisti di Natale e per il successivo periodo di sconti nel commercio. «Dobbiamo ancora definire bene i requisiti - spiega l’assessore al sociale Luca Buccellato - pensiamo comunque a un tetto massimo di Isee pari a 10mila euro per accedere all’agevolazione. Indicativamente, il taglio di un singolo buono dovrebbe essere di 20 euro, per una sola persona il massimo erogabile sarà 150 euro, mentre per le famiglie si potrà arrivare a 500, nel caso di un nucleo con cinque componenti».

I buoni avranno un termine di validità probabilmente fino al febbraio 2013, e saranno spendibili in un ampio ventaglio di attività commerciali che andranno a depositarli in municipio ricevendo in cambio moneta corrente. Si va dagli alimentari ai centri di media distribuzione, dai fiorai all’abbigliamento, dalle farmacie alle cartolerie fino ai distributori di benzina. Restano fuori gli esercizi che non vendono beni di primaria necessità: gioiellerie, tabacchi, bar e ristoranti.«Vogliamo aiutare le famiglie, i negozianti e tutta l’economia della città - afferma il sindaco Rinaldo Vanni - Abbiamo fatto una verifica sul reale gettito dell’Imu e per noi questo progetto è una forma indiretta di contributo al pagamento della tariffa. Mi piacerebbe che la sinergia con le categorie economiche si allargasse anche ad altri territori (i Bat sono già attivi a Buggiano dal 2009, ndr)».

«Abbiamo subito apprezzato l’innovativo progetto - dicono Matteo Marianeschi di Confcommercio e Rossella Parlanti di Confesercenti - in un momento simile hanno bisogno di supporto sia le famiglie che le aziende, soprattutto in un periodo caldo per il commercio come quello natalizio. Sarà fondamentale per tutti essere presenti all’assemblea di martedì sera».

Luca Signorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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