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Illuminazione pubblica, risparmiare si può

Illuminazione pubblica, risparmiare si può

Il Comune di Monsummano dichiara guerra ai consumi e va alla ricerca di soluzioni innovative

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MONSUMMANO. Guerra ai consumi dell’illuminazione pubblica. L’amministrazione comunale di Monsummano ha in questi giorni emanato un avviso di manifestazione d’interesse per la “fornitura e installazione di dispositivi finalizzati al risparmio energetico della pubblica illuminazione”.

L’obiettivo è ridurre il livello d’inquinamento sul territorio, migliorare la gestione dei consumi, diminuire le emissioni di CO2 utilizzando strumenti innovativi, energie rinnovabili e impianti della luce a sistema regolabile. Era un progetto annunciato qualche tempo fa dalla giunta che ora avvia il suo iter con un’indagine di mercato alla ricerca di aziende specializzate nel settore. Per portare a termine l’intervento serviranno 170mila euro già inseriti nel bilancio 2012. Una spesa non da sottovalutare oggi per dare respiro ai costi di funzionamento domani.

Sono molteplici le soluzioni tecniche per la completa sostituzione dei pali della luce con una nuova metodologia che permetta di pagare bollette un po’ più basse. L’amministrazione in questa fase sarà impegnata a valutarle tenendo presente i fondi a disposizione. Tre sono le tecnologie più diffuse: la trasmissione a onde convogliate, che consente ad un apparecchio di inviare segnali di informazione così da controllare in telegestione le condizioni di funzionamento di ogni palo di illuminazione e di comandare una riduzione graduale della potenza; l’utilizzo di ballast elettronici, che permette di adattare le caratteristiche di corrente-tensione, agevolare l’accensione delle lampade e ridurre del 10 per cento il consumo di energia; la produzione di energia con cellule fotovoltaiche e sistemi eolici.

Ma le fonti di risparmio, senza arrivare alle soluzioni più avanzate, possono essere individuate anche dopo un’attenta analisi degli impianti. Partendo dalle semplici lampadine: quelle al sodio ad alta pressione, ad esempio, hanno un consumo di energia da due a tre volte minore rispetto alle lampade al mercurio. E continuando con la luce diffusa a ottica riflettente: la lampada bianca assorbe in sé il 35 per cento di luce e un altro 35 per cento viene perso con l’orientamento verso il cielo. Non resta che un 30 per cento di luce da utilizzare che non genera inquinamento: con l’ottica riflettente si elimina la dispersione luminosa e si raddoppia la capacità di illuminazione. C’è poi la strada della riduzione dell’intensità di luce nelle ore notturne e in quelle con minor volume di traffico (tecnica installata sul nuovo viale Martini).

Luca Signorini

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