Finanza
C’è un progetto per il recupero delle cento fontane
MONTECATINI. Le fontane e l’acqua quale segno distintivo della città. L’elemento “primario” che da sempre caratterizza Montecatini, e l’“oggetto” che la raccoglie e la valorizza (anche da un punto di...
MONTECATINI. Le fontane e l’acqua quale segno distintivo della città. L’elemento “primario” che da sempre caratterizza Montecatini, e l’“oggetto” che la raccoglie e la valorizza (anche da un punto di vista artistico), potrebbero diventare da una parte il centro di un progetto generale di recupero e dall’altra il soggetto di un piano di marketing promozionale.
“Montecatini, città delle acque e delle fontane” è infatti il titolo di un progetto al quale Acque Toscane, in collaborazione con Culligan e Asvalt, sta lavorando da un anno e mezzo allo scopo di costruire un percorso per promuovere le oltre 100 fontane presenti sul territorio. Punto di partenza: la catalogazione dei monumenti disseminati nei parchi, negli stabilimenti e per le vie del centro. «Un primo studio è stato già fatto – spiega il portavoce di Acque Toscane, Luca Manna – ma si tratta solo dell’avvio di un lungo lavoro di ricerca. Stiamo sondando la possibilità di collaborare con altri partner, sia pubblici che privati,e nel progetto vorremmo coinvolgere anche le Terme. Sappiamo, infatti, che esiste un archivio di documenti straordinario dal quale contiamo di poter attingere informazioni. Ovviamente, per centrare l’obiettivo, abbiamo bisogno del supporto dell’amministrazione comunale, che ha mostrato interesse per il piano. Ma nel concreto non abbiamo ancora gettato le basi di una collaborazione».
Collaborazione che avrebbe potuto svilupparsi mercoledì scorso in un incontro convocato da Acque Toscane, che è però stato disertato dal Comune. Tra gli step previsti dal progetto c’è anche una pubblicazione di carattere artistico-scientifico sulle fontane cittadine. Ma ce n’è uno più ambizioso, per il quale è stato già avviato uno studio di fattibilità.
«L’obiettivo finale – rivela Manna – è quello di riuscire a restaurare alcune tra le sorgenti più caratteristiche, partendo da quella della Fortuna, che si trova nel giardino della Casa della Prevenzione, sede dell’Asvalt. Il piano è complicato e oneroso, ma sarebbe straordinario riuscire a far sgorgare nuovamente l’acqua da quella fontana, simbolo di prosperità. La dea bendata potrebbe così diventare metafora del rilancio della città, che tutti attendiamo». (d.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google