La manifestazione
Reclutavano prostitute per il locale di lap dance
Arrestate due polacche accusate di sfruttamento e favoreggiamento
MASSA COZZILE. Mariti e compagni che escono sempre più di frequente la sera, con le scuse più fantasiose. Casse familiari che si svuotano improvvisamente. E quel circolo che ha avvicinato all'improvviso alla cultura molti uomini del paese, ma anche del resto dell'Empolese Valdelsa. Tre indizi fanno una prova. E fanno scattare la rivolta delle donne. E se quelle di Sant'Ilario fecero allontanare la "Bocca di rose" cantata da De André, a Gambassi la rivolta - a suon di esposti - ha fatto scattare le indagini dei carabinieri. Che hanno scoperto che il circolo "La Fenice" di via Buozzi di "culturale" aveva ben poco: era in realtà un locale di lap dance, dove era possibile approcciare le prostitute e prenotare incontri a luci rosse in alberghi e appartamenti della zona, anche se il "conto" andava pagato in anticipo alla cassa del locale. Ieri all'alba è scattato il blitz dei carabinieri, che ha portato all'arresto di cinque persone per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Una 23enne romena, invece, è ricercata. Secondo quanto è emerso, in cabina di regia c'era Vito Bianchino, residente a Certaldo, che aveva preso in affitto i locali (il proprietario era ignaro della reale attività) e regolarizzava le ragazze come cameriere o ballerine. A reclutarle ci pensavano due polacche, Anna Siedlecka, 39 anni, di Ponte Buggianese e Beata Ewa Lukasiak, 33 anni, di Massa e Cozzile.
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