Sicurezza
Pochi parcheggiano all’ospedale La Pepar annuncia tariffe più care
Per la società che gestisce le aree di sosta non sarebbero stati rispettati gli accordi presi a luglio Verso l’annullamento delle convenzioni con i dipendenti Asl, durissima replica dei sindacati
PESCIA. C’è una scadenza che stava passando inosservata a molti, quella del 30 novembre: quel giorno, infatti, finisce il periodo nel quale, in base all’accordo di luglio, sarebbero stati adottati dei provvedimenti in via sperimentale per rendere meno gravosa la sosta dei dipendenti nel parcheggio dell’ospedale. Ebbene, quel periodo finirà appunto il 30 novembre e la Pepar, la società che gestisce i parcheggi stessi ha scritto a Comune, Asl e sindacati per ricordare la scadenza. E lo ha fatto sottolineando come, a suo dire, la sperimentazione sia fallita. La società ricorda i termini dell’accordo, dalla possibilità di sottoscrivere un abbonamento mensile per i dipendenti (10 euro più Iva) a «l’impegno del Comune ad adottare tutti i provvedimenti necessari a far rispettare le norme del codice della strada e a regolamentare il traffico e la sosta nelle aree limitrofe alle aree a parcheggio a pagamento, per far sì che le auto vengano convogliate all’interno delle stesse». Non solo, ma tra i punti dell’accordo, sostiene la Pepar, vi sarebbe stato anche «l’impegno della Società della Salute e dei sindacati a promuovere tra i propri rappresentati l’utilizzo delle aree a parcheggio gestite dalla Pepar», oltre all’impegno a realizzare al più presto la cosiddetta “Cittadella ospedaliera”.
Impegni assolutamente non rispettati da Comune, Sds e sindacati, sostiene la Pepar , per la quale da parte dell’amministrazione non sarebbe stato fatto nulla contro la sosta selvaggia a ridosso dei parcheggi a pagamento , così come sarebbero state sfruttate solo in minima parte le aree a parcheggio riservate ai dipendenti Asl. Da qui l’avvertenza che se questo mese (la lettera è dell’inizio di novembre) non vi sarà un «radicale cambiamento della situazione», i termini dell’accordo saranno modificati, in particolare per quanto riguarda le condizioni di accesso per i dipendenti Asl. Insomma, gli incassi sono inferiori alle attese, per colpa, secondo questa missiva, di Comune, Asl, Sds e sindacati.
E proprio dai sindacati arriva la prima secca risposta, con una nota sottoscritta dalle segreterie provinciali di tutte e tre le principali sigle, Cgil, Cisl e Uil: «Ha creato stupore e sconcerto apprendere che secondo Pepar le organizzazioni sindacali avrebbero dovuto fare “pressioni” sia sui propri iscritti (per aderire alle proposte di abbonamento) sia sul Comune per quanto riguarda il rispetto del codice della strada. Non sappiamo che idee possa avere la Pepar riguardo alla rappresentanza sindacale, ma di certo non sono questi i nostri scopi. Restiamo altresì sconcertati nell’apprendere, sempre secondo Pepar, che il modo migliore per risolvere la questione della scarsa affluenza ai parcheggi sia quello di alzare gli importi da pagare. Strano: di solito un articolo che non si vende si deprezza».
«È per noi facile ricordare – continuano i sindacati – di aver già fatto presente, nel corso delle tante riunioni in comune, come i dipendenti dell’ospedale vivessero (giustamente) tutta la storia dei parcheggi come una nuova iniqua tassa da pagare, imposta loro con arroganza alla quale era in sostanza impossibile sfuggire. Certo nessuno al momento se ne era preoccupato, come nessuno si è preoccupato fino ad oggi delle fasce più deboli, dei ciclomotori i cui spazi sono scomparsi, e di tutta la popolazione riguardante l’ospedale di Pescia, che ricordiamo serve tutta la Valdinievole e che certo non può e non deve pagare i debiti e glierrori fatti da altri. A questo punto è bene che ognuno si assuma le proprie responsabilità, se Pepar riterrà di ritoccare in alto leproprie i sindacati sapranno farsi trovate pronti nel tentativo di salvaguardare sia i diritti dei lavoratori che della cittadinanza».
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