Finanza
Tagli alla scuola Protestano i docenti e il personale
Nonostante la marcia indietro di molti sindacati si annuncia un’alta partecipazione allo sciopero di oggi
PESCIA. «La nostra preside c’è»: si alzano diversi docenti dell’agrario Anzilotti, in platea alla ex Breda a Pistoia, per l’assemblea generale convocata dalle cinque sigle sindacali della scuola per discutere strategie adottare per dire no ai nuovi tagli del governo che si profilano con la nuova Finanziaria. Qualcuno aveva appena segnalato l’assenza dei dirigenti scolastici. Ma Siriana Becattini era lì, attenta: «I cambiamenti e il malcontento interessano anche i dirigenti», ha commentato.
È stata infatti particolarmente forte la partecipazione del polo scolastico di Pescia, uno dei principali della provincia di Pistoia, all’assemblea. Tanti gli interventi accorati in difesa della scuola da parte dei docenti del Lorenzini. Ma erano presenti anche il liceo scientifico Salutati e l’alberghiero Martini, di Montecatini, il Forti di Monsummano, e diversi istituti comprensivi. In tutto, oltre mille presenti tra docenti e personale Ata.
Non sono mancati gli spunti di confronto e neppure le accuse a sindacati, giudicati poco uniti e per questo non sempre in grado di far sentire la propria voce. Alla fine, è stato approvato un documento con gli emendamenti recepiti da istanze degli insegnanti. Tra questi, la richiesta al governo di stoppare i finanziamenti alle scuole private. Molte le critiche alla decisione di non aderire, da parte di alcune sigle, allo sciopero europeo proclamato per oggi. Alberta Bresci, segretaria Cgil, ha esclamato: «Noi non ci siamo tirati indietro».
Nel frattempo, fervono i preparativi per la manifestazione di Roma indetta per il 23 novembre, fatidica data di votazione della Finanziaria. L’assemblea di ieri, convocata a livello provinciale, è stata una sorta di sciopero. Convocata per quattro ore, infatti, ha creato non pochi disagi alle scuole. Quasi tutte le primarie e le medie della Valdinievole hanno aperto i battenti alle 12, alcune solo per un’ora.
«Dobbiamo restare uniti – hanno detto in tanti – e i sindacati devono difenderci, costi quel che costi». In programma, in vari istituti, la sospensione delle attività aggiuntive come le gite (alle Chini di Montecatini è stato votato un documento in tal senso) e c’è chi pensa al blocco degli scrutini e allo sciopero a oltranza: «Non possiamo continuare a farci offendere così. Gli insegnanti lavorano molto di più di 18 ore: arrivano in media a 40 settimanali. Il nostro lavoro non si esaurisce in classe. Questo è un messaggio fasullo e di propaganda».
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