Finanza
Strade ancora senza nome e la posta non arriva più
Toponomastica carente in gran parte del paese di Castelvecchio Con il pensionamento del portalettere le consegne diventano difficili
PESCIA. “Where the streets have no name”, dove le strade non hanno un nome: cantavano così, in loro grande successo di alcuni anni fa, gli U2. In quel caso la band irlandese di riferiva a quella parte di New York dove le strade non hanno un nome perché indicate semplicemente con dei numeri.
Spostandosi di parecchi chilometri, verso una realtà che è decisamente l’opposto di quella della Grande Mela, la stessa situazione si vive anche sulla Montagna Pesciatina. E senza nemmeno i numeri al posto dei numi.
È il caso di Castelvecchio, dove molte strade sono ancora prive di un’indicazione toponomastica. Al di là dello scontento della cittadinanza, di fronte a un sistema viario senza nomi e, di conseguenza, senza identità, il fatto che le vie del piccolo comune della Valleriana non rechino alcuna denominazione finisce per creare non pochi disagi a corrieri e postini, che spesso non riescono a individuare dove fare le consegne.
I problemi, tuttavia, erano piuttosto contenuti fino a qualche tempo fa, quando il servizio di consegna della posta veniva svolto dall’operatore addetto all’ufficio postale locale, che nel tempo aveva imparato a conoscere i cittadini e le abitazioni di ognuno.
Oggi a svolgere il servizio sono per lo più postini provenienti da località diverse, che si alternano periodicamente e che, dunque, non arrivano mai a maturare una conoscenza del paese tale da evitare disservizi continui.
Come se non bastasse molti abitanti di Castelvecchio hanno ricevuto, da parte di Poste Italiane, un modulo con richiesta di rettifica dell’indirizzo, compresa l’indicazione della via. Come si dice: oltre al danno la beffa.
La richiesta di affissione delle targhette con un nome lungo le vie di Castelvecchio era stata rivolta al Comune già diversi anni addietro, e continuamente sollecitata da diverse lettere all’amministrazione. A una di queste, il 20 novembre 2008, l’amministrazione comunale aveva risposto impegnandosi a predisporre uno studio sulla toponomastica nelle frazioni montane, applicandolo in via sperimentale in alcune di esse. Ma, trattandosi di paesi di montagna sottoposti a vincolo paesaggistico, lo stesso piano doveva essere sottoposto all’approvazione da parte della Sovrintendenza dei Beni Ambientali e Culturali.
Ebbene, sono trascorsi 4 anni e le strade di Castelvecchio restano ancora senza nome. Che fare, dunque?
Dall’assessore alla montagna Oliviero Franceschi arriva un impegno: «In qualche modo riusciremo a reperire le risorse necessarie per provvedere alla toponomastica, ovviando così ai disservizi che ne conseguono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
