Il dolore
Terme Salute, piace l’idea delle piscine ludiche
Il gruppo del nord Italia ha illustrato il progetto a sindaco e albergatori Costo stimato: 20 milioni di euro. Il modello di riferimento è quello di Erding
MONTECATINI. La primigenia idea fu quella dell’archistar Massimiliano Fuksas, ben conscio che una grande piscina termale come quella alle Leopoldine (che poi non sarebbe comunque mai arrivata…) non sarebbe stata sufficiente, da sola, a risollevare le sorti economiche delle Terme e di tutto l’indotto che ci gira intorno.
E infatti lo studio Fuksas buttò giù un bel progettino per un parco ludico-termale allo stabilimento La Salute, che entrò a far parte a pieno titolo del master-plan generale. Un progetto che ben presto, viste le difficoltà emerse alle Leopoldine (dove il cantiere è fermo dall’aprile 2011), sembrò subito da derubricare alla voce “libro dei sogni”. Il pubblico, in altre parole (ovvero la proprietà, Comune e Regione), non avrebbe mai trovato quei (minimo) 30 milioni di euro necessari a coprire le spese per la sua concreta realizzazione. Questo fino a qualche mese fa, quando è stato tentato un primo approccio, poi sfociato in una formale manifestazione d’interesse, da parte di un gruppo privato del nord Italia (in particolare la base si trova in Lombardia), che ieri si è presentato con il suo staff dirigenziale al completo per illustrare al sindaco e alle tre associazioni di albergatori il progetto nei suoi dettagli. Il modello che ha in mente il gruppo è quello bavarese di Erding, cittadina situata nei pressi di Monaco dove da oltre 10 anni esiste un complesso termale distribuito su un’area da 150.000 metri quadrati (nel sito internet si definiscono come “il più grande d’Europa”) con qualcosa come 600 dipendenti e 4.500 visitatori al giorno.
Alla Salute dovrebbe sorgere un parco termale con una serie di piscine ludiche (comunque non più di 10) di diversa forma, dimensione e tipologia (alcune con idromassaggi, altre con scivoli, altre ancora più dedicate al relax e all’area saune). Costo stimato: circa 20 milioni. Un altro sogno? Mah, sarà il tempo a dircelo. Per il momento sembra che gli interlocutori montecatinesi siano rimasti entusiasti di quanto ascoltato ieri e sarebbero pronti anche a fare la loro parte. A cominciare - come richiesto dall’azienda - dall’acquisto di pacchetti di biglietti di accesso alla (futura) struttura per garantire una continuità d’ingresso anche nei periodi di bassa stagione. Gli imprenditori, in altre parole, vogliono precise garanzie da parte della città, alla quale hanno esplicitamente chiesto una unità d’intenti e nessun mal di pancia. Tutti insieme in marcia verso una stessa direzione, quella del rilancio e dell’investimento privato: miele per le orecchie degli albergatori e dell’amministrazione comunale.
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