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Da 4 giorni in strada contro la ditta che lo ha licenziato

Da 4 giorni in strada contro la ditta che lo ha licenziato

Clamorosa protesta di un autotrasportatore L’ex datore di lavoro: «Lo abbiamo già denunciato»

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MONSUMMANO. Da lunedì scorso sta attirando l’attenzione di chi si trova a passare da via Orlandini. Con un cartello enorme addosso Marcel Cretu, cittadino italiano nato in Moldavia 37 anni fa, protesta contro la ditta per cui lavorava e che, a suo dire, non gli avrebbe pagato l’intero dovuto. Dall’altra parte la replica dell’azienda che spiega di aver già denunciato l’uomo, accusato in sostanza di aver scelto una forma di protesta “spettacolare” invece di rivolgersi alle vie legali, come avrebbe dovuto fare se le accuse fossero state fondate.

Cretu, sposato, con un figlio di 5 anni e un mutuo da pagare, dal 1999 vive in Valdinievole e, a fine 2008, è stato licenziato dalla Cafaro Autotrasporti (azienda chiusa da qualche tempo), con sede in via Orlandini a Bizzarrino. L’uomo sostiene che il suo ex datore di lavoro ha mancato di corrispondergli tutto quel che gli spettava: tredicesima, Tfr, liquidazione, ferie arretrate. Un importo, sostiene, di 7mila euro, di cui ne sarebbero stati pagati solo 2mila.

Dopo aver provato ad ottenerli, in un modo o nell’altro, Ma non ci è ancora riuscito. Per da lunedì mattina, si è piazzato davanti ai cancelli dell’impresa dell’ex titolare, solo e con un cartellone bianco. La protesta, frutto dell’esasperazione, non è passata inosservata. Molti si sono fermati chiedendo le ragioni del suo gesto.

«Dopo il licenziamento – racconta – mi hanno fatto assumere da un’altra azienda di autotrasporti, con uno stipendio molto ridotto. Nel frattempo, il mio ex titolare ha fondato una nuova società con un’impresa della sua stessa famiglia, un modo che gli consentirebbe di non pagare gli arretrati ai lavoratori licenziati nel 2008, che con me sono una ventina. Torno da due settimane di ferie e la nuova ditta dove lavoro mi obbliga a farne altre, naturalmente non pagate».

Cretu allora le prova tutte: contatta avvocati, si rivolge alla Cisl e all’Ispettorato del lavoro. Poi va in azienda cercando spiegazioni: «Non mi hanno nemmeno risposto. Mi impongono le ferie forzate e continuano a non corrispondermi quello che mi è dovuto per legge. Continuerò nella protesta fino a che non riceverò una risposta sensata alle mie richieste».

Di tutt’altro avviso sulla vicenda è Federico Cafaro, titolare della ex Cafaro Autotrasporti: «Da noi Cretu non avanza assolutamente niente. È un soggetto molto particolare che ha deciso di mettersi con un cartello davanti alla ditta: un atto contro la legge che abbiamo denunciato per diffamazione. Ci dà molto fastidio questa protesta. Se avanzasse qualcosa ci sono le vie legali per dimostrarlo. E poi da quando è stato assunto gli abbiamo sempre dato una mano: uno stipendio, un fisso mensile e un aiuto anche nella vita privata. E questo è il ringraziamento che riceviamo».

Luca Signorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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