La manifestazione
Gli “Amici” chiedono la testa di un assessore
MONTECATINI. Gli Amici di Montecatini non mollano la presa. E dopo la dura risposta della giunta al loro intervento in cui annunciavano la possibilità di dare vita a una “class action” per chiedere i...
MONTECATINI. Gli Amici di Montecatini non mollano la presa. E dopo la dura risposta della giunta al loro intervento in cui annunciavano la possibilità di dare vita a una “class action” per chiedere i danni in merito ai ritardi per il cantiere Leopoldine, oggi rilanciano. E lo fanno con una lettera indirizzata al sindaco, per dire innanzi tutto che l’idea dell’azione risarcitoria collettiva è ancora presa in considerazione, ma anche altre cose. Ad esempio, per chiedere allo stesso Bellandi, nella sua veste di rappresentate di tutti i cittadini, «di provvedere senza indugio alle dimissioni dell’assessore per i modi ed i termini usati e le violazioni ai nostri diritti sanciti dalla carta costituzionale». Il nome non lo fanno. Ma questo assessore secondo loro sarebbe responsabile di aver infranto un paio di articoli della Costituzione «per il tono di superiorità, i termini e per i contenuti che emergono in modo così avventato contro le nostre proposizioni, interpretando, tra l'altro, il ruolo di magistrato».
La lettera poi se la prende con il fatto che Comune e Regione non hanno fornito aggiornamenti sul perché i lavori alle Leopoldine sono bloccati, né hanno detto quando ripartiranno e quali saranno i tempi di esecuzione. «Abbiamo chiesto fatti – scrivono gli Amici – e abbiamo invece ricevuto report o lezioni di diritto».
«Più volte abbiamo fatto proposte giuste e oggettive – concludono – ma inascoltate da parte vostra. E ci è sembrato che ci fosse solo scelte contro, ostilità e rancore nei nostri confronti. Noi riteniamo che lei sia il sindaco di tutti, ma anche il primo responsabile di quanto accade in città. Noi la rispettiamo per ciò che rappresenta e lo abbiamo dimostrato con il nostro comportamento anche nel recente consiglio comunale, ma apra immediatamente un nuovo capitolo di concertazione aderente alla realtà, eliminando pregiudizi e cattivi consigli».
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