Il Tirreno

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Alcol nel sangue sei volte il limite

di Claudio Vecoli
Alcol nel sangue sei volte il limite

Il pirata della strada ha detto di «aver bevuto un po’ di vino» Fondamentale per la cattura il ruolo del primo urtato

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MARINA DI PIETRASANTA. Quando i carabinieri lo hanno fermato e portato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per sottrarlo dal linciaggio dei presenti, ha detto di avere bevuto un po’ di vino. Un eufemismo stando ai riscontri svolti dai sanitari.

Le analisi a cui è stato sottoposto Nicolae Spinu, il moldavo di venticinque anni che martedì sera ha travolto e ucciso Mario Alberto Franchi sul viale Carducci a Fiumetto non lasciano scampo, né dubbi a interpretazioni: quando il giovane residente a Massa si è messo al volante della Daewoo intestata alla madre aveva un tasso di alcol nel sangue sei volte superiore a quello consentito dalla legge. Un valore da far sobbalzare chi era presente al momento dell’esito dell’esame.

Completamente ubriaco. I risultati del test non lasciano dunque molto spazio alle interpretazioni: la concentrazione di alcol riscontrata dai medici poco dopo l’incidente era pari a 3,1 contro lo 0,5 tollerato come limite massimo dal codice della strada.

Un tasso alcolemico che - come spiegano le tabelle mediche - può provocare allucinazioni, cessazione dei riflessi, incontinenza, vomito. E può portare anche al coma.

Per questo Nicolae Spinu - pizzaiolo di origini moldave residente da tempo a Massa e che la scorsa estate ha lavorato in uno stabilimento balneare di Forte dei Marmi - è adesso accusato di guida in stato di ebbrezza (il giovane è invece risultato negativo agli esami tossicologici ai quali è stato sottoposto).

In carcere. Ma se l’automobilista moldavo è fin da martedì sera richiuso nel carcere di San Giorgio a Lucca (oggi dovrebbe tenersi l’udienza di convalida di fronte al giudice per le indagini preliminari) è in realtà per un altro reato che il codice penale punisce con il carcere: l’omissione di soccorso.

Nicolae Spinu, infatti, oltre ad aver ucciso, con l’automobile della madre, il commerciante di Buggiano, ha tentato di scappare per sottrarsi alle proprie, pesantissime responsabilità di cui ora dovrà rispondere in sede penale.

Un tentativo che per altro è durato solo poche decine di metri.

Dopo aver falciato Mario Alberto Franchi, mentre fuggiva dopo un precedente incidente che aveva provocato a Forte dei Marmi, il giovane automobilista ha proseguito la sua folle corsa svoltando poco dopo in via Concordia e provocando anche un terzo incidente (ha infatti urtato anche un’altra auto parcheggiata lungo la via Carducci su cui fortunatamente era da poco uscita una donna che si era recata in farmacia). Ed è qui che Nicolae Spinu si è definitivamente fermato fino all’arrivo dei carabinieri che lo ha bloccato e, in un certo senso, messo in salvo dalla furia dei passanti.

Testimone chiave. Determinante, in questa tremenda storia, è poi il ruolo di un architetto pietrasantino di quarantadue anni.

Lui, infatti, era alla guida dello scooter che l’automobilista moldavo ha urtato per primo in via Raffaelli a Forte dei Marmi facendolo cadere sull’asfalto e poi scappando a tutta velocità.

Ed è lui che ha inseguito Nicolae Spinu segnalando con il proprio telefono cellulare i suoi spostamenti ai carabinieri che gli stavano dando la caccia ancora ignari di quello che avrebbe combinato poco dopo, quando nel fuggire ha imboccato il viale Carducci.

Auto in regola. Dagli accertamenti effettuati dopo l’incidente dai carabinieri di Marina di Pietrasanta coordinati dal maresciallo Carmelo Melita, intanto, l’auto su cui si trovava Nicolae Spinu è risultata essere in regola.

La Daewoo alla cui guida si trovava il giovane moldavo, infatti, è intestata alla madre (residente in provincia di Rovigo) ed è regolarmente assicurata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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