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Da sabato il mercato va dietro le Poste

di Elena Guerri
Da sabato il mercato va dietro le Poste

Polemiche a Pieve per il trasferimento, oggi l’estrazione a sorte dei posteggi per i banchi

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PIEVE A NIEVOLE. «La scelta è stata sofferta e ponderata, ma inevitabile»: questo il commento dell’assessore alle attività produttive del Comune di Pieve Luigi Gallazzi, di fronte alla rivolta degli ambulanti di sabato pomeriggio per l’imminente spostamento del mercato nel parcheggio Don Marino Mori.

Ieri mattina, durante la riunione con il sindaco Massimo Alamanni, il rappresentante della Confcommercio del settore ambulanti della provincia di Pistoia Luca Innocenti, e due rappresentanti degli ambulanti del mercato del sabato, è stata confermata la decisione del trasferimento dei banchi nello spazio di fronte il cimitero.

«Non possiamo fare altrimenti – ha proseguito l’assessore Gallazzi – gli abitanti e i proprietari dei negozi del centro hanno portato avanti una raccolta di firme, essendo contrari alla decisione presa dall’amministrazione alcuni mesi fa. La perdita dei clienti di passaggio da parte degli esercenti, e le difficoltà relative alla viabilità, hanno portato a una revisione della disposizione. Da tener presente, inoltre, che nel solo mese di ottobre si sono verificate quasi duecento assenze da parte degli ambulanti, e alcuni sabati fa vi erano solamente sei bancarelle. Pieve a Nievole è un comune non molto esteso, e non è stato semplice trovare un’area idonea ad ospitare il mercato. Domani pomeriggio (oggi per chi legge ndr), alle 15, si svolgerà l’assegnazione dei nuovi posti e gli ambulanti saranno trasferiti entro breve tempo».

Al momento, quindi, lo sciopero di sabato scorso degli ambulanti, con i banchi rimasti chiusi, e la raccolta di 174 firme per affermare la volontà di rimanere in corso Matteotti, sembrano essere stati tentativi inutili. Il malcontento tra gli “sfrattati” però è tangibile e pare non essersi minimamente sedato: «Sono tempi di crisi, le persone hanno bisogno di lavorare, e invece veniamo ostacolati in questo modo – commenta la venditrice Paola Fregoli – spostandoci in un posto così disagiato decretano la morte del mercato. Tra l’altro troveranno una sistemazione solamente coloro che hanno posto fisso, mentre noi che siamo a sorteggio verremo esclusi totalmente. Sono otto anni che lavoro a Pieve a Nievole, ho la mia clientela, e adesso mi mandano a casa. Altri tre miei colleghi hanno già restituito la loro licenza».

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