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Sette furti all’agriturismo

Sette furti all’agriturismo

Alla Fattoria di Pietrabuona gravi danni alle strutture

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PESCIA. Sette furti e un tentativo di effrazione nel giro di poche settimane: dove non arriva la crisi, grazie all’impegno degli imprenditori, ci pensano i “soliti ignoti” a provocare grossi guai. L’ultima segnalzione arriva dalla Fattoria di Pietrabuona, l’agriturismo sulle colline che portano alla Valleriana, e che si sviluppa in una serie di case coloniche recuperate attorno a Villa Galeotti Flori. Un complesso che occupa una gran parte di collina, con strada privata e accesso interdetto a tutti, tranne ovviamente clienti e proprietà.

Ma questo non è certo bastato a scoraggiare i ladri, che a più riprese, e probabilmente anche in più gruppi, hanno messo nel mirino questo complesso. Scriviamo più gruppi perché i colpi, tentati o riusciti, sono caratterizzati da diversi modus operandi. In due casi la proprietà si è trovata di fronte a banali (ma non per questo meno dannosi) ladri di rame, che da due case coloniche hanno asportato gronde e canali dell’acqua, per rivendere il tutto sul mercato dei metalli.

Ben più allarmanti gli altri casi, con i ladri, quasi certamente un secondo gruppo, che hanno preso di mira le case coloniche per entrarci dentro. E lo hanno fatto anche con una certa cognizione di causa, dal momento che fino allo scorso fine settimana il complesso ha ospitato centinaia di turisti, da tutta Europa, in occasione del prestigioso Work Shop urbanistico di Pietrabuona.

Ma non appena questi se ne sono andati, ecco che la banda è entrata in azione. I malviventi sono riusciti a forzare le serrande entrando all’interno delle stesse (fra l’altro, in un caso, la casa colonica era ancora occupata dai visitatori, che però si sono accorti dell’accaduto solo al loro risveglio). Segno evidente che qualcuno teneva d’occhio da tempo la zona, aspettando il momento giusto per agire. In totale i ladri hanno “visitato” cinque altri 5 edifici, e al conto va aggiunto anche un tentativo di furto ai danni della villa padronale, con i ladri messi in fuga, in quel caso, dall’allarme.

Il bottino di questi colpi è stato poca cosa, ma non poca cosa è stato il danno. Quello è il vero dramma, per i titolari dell’attività, di queste azioni. Al danno diretto (infissi devastati, tegole rotte, grondaie da risistemare e così via) si aggiungono le spese per il lavoro di riparazione, nell’ordine delle decine di migliaia di euro per ogni colpo, tentato o riuscito. Per fare un esempio banale, per riparare anche tre sole tegole rotte occorrono comunque operai specializzati e attrezzi specifici per salire sul tetto.

Una beffa amara per chi, come i titolari della Fattoria, contribuisce a valorizzare direttamente l’intero territorio.

Luigi Spinosi

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