Sicurezza
«Per colpa dei debiti di Pescia servizi a rischio per tutti»
PESCIA. Dopo gli attacchi mossi dal sindaco di Pescia alla Società della Salute non si fa attendere la lunga risposta dello stesso ente, con una forte accusa: quella di non aver sin qui onorato i...
PESCIA. Dopo gli attacchi mossi dal sindaco di Pescia alla Società della Salute non si fa attendere la lunga risposta dello stesso ente, con una forte accusa: quella di non aver sin qui onorato i suoi debiti, e lo fa elencando al centesimo quanto sin qui versato e quanto invece manca all’appello.
«Nel novembre 2011 – si legge nella lunga nota della Sds – a seguito di accertati mancati versamenti del Comune di Pescia alla Sds per una somma di 1.021.210,50 di euro, e benchè lo statuto, in casi simili, preveda la messa in mora del socio inadempiente, fu concordato, di concerto con l’allora Presidente Giuseppe Bellandi, un piano di rientro che consisteva in un rateo mensile (a decorrere dal dicembre 2011) di 60.241,93 euro per 12 mesi. L’accordo sul rientro dal pregresso, ovviamente, non esentava il Comune di Pescia dal pagamento delle quote 2012 ammontanti a 714.636 euro, da versare in tre rate con scadenza febbraio, maggio e settembre 2012. Complessivamente al 31 ottobre 2012 il Comune di Pescia avrebbe dovuto versare 11 mensilità del rateo sul pregresso, oltre l’intera quota annuale per un totale di euro 1.377.297,23. Dai riscontri della ragioneria Sds risultano nel 2012 versamenti per euro 426.859,20. Riepilogando, l’amministrazione pesciatina, alla data odierna, ha un debito nei confronti della Sds pari a 950.438,03 euro, dal quale devono essere detratte le somme per il personale comandato corrispondente a 100.929,91 euro. Ne consegue che il debito accertato risulta pari a 849.508,12 euro, oltre alla dodicesima rata del pregresso di 60.241,93 da versare entro novembre».
Nonostante il debito, viene sottolineato nella risposta della Sds, «i cittadini di Pescia, proprio per il criterio di solidarietà adottato da ormai due anni per i noti problemi economici del Comune, hanno ugualmente usufruito dei servizi sociali e dei contributi erogati dalla Sds come tutti gli altri cittadini della Valdinievole. Ciò è stato possibile, sinora, grazie alla solidità economica del bilancio Sds, ma purtroppo la situazione non può protrarsi ancora a lungo, perché la rilevante entità del debito inizia a creare difficoltà nella gestione dei servizi non solo a Pescia, ma anche in tutti gli altri Comuni. Andando avanti così rischiamo di passare dalla solidarietà nei confronti di un Comune in sofferenza alla riduzione di contributi e servizi in tutta la Valdinievole, un’azione profondamente ingiusta, soprattutto considerando che tutte le altre amministrazioni, pur in mezzo a mille difficoltà provvedono a versare le proprie quote».
Della questione, viene spiegato. è stato discusso nell’assemblea dei soci della Sdc di mercoledì scorso, («Alla quale, non è una novità, non era presente alcun rappresentante di Pescia»), con la decisione unanime di inviare un sollecito al Comune di Pescia «chiedendo il pagamento delle somme dovute e, in caso di ulteriore inadempienza, in estrema ratio, di procedere alla messa in mora e alla contestuale riduzione dei servizi sul territorio Pesciatino».
«Questa è la verità sindaco – chiude la risposta a Roberta Marci – non cerchi di deviare l’attenzione strumentalizzando comunicazioni tra uffici, se i Cittadini di Pescia sino ad oggi hanno ricevuto pari trattamento rispetto a tutti gli altri, lo devono alla Sds o meglio alla volontà di aiutarli espressa dai sindaci della Valdinievole, tutto questo nonostante i ripetuti attacchi alla Sds del suo assessore Conforti ai quali non ha mai opposto alcuna resistenza. Solo oggi, a fronte della giusta pretesa del rientro dai debiti, scopriamo il suo vero sentimento nei confronti della Sds (della quale per altro è vicepresidente) attraverso la diffusione, a mezzo stampa, di una lettera scomposta, scorretta, fuorviante e al limite dell’offensivo nei confronti dei suoi colleghi che mai le hanno negato aiuto e solidarietà».
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