Proteste
Dal controllo alla maxi-condanna
Latitante scoperto durante un’identificazione di routine in strada
MONTECATINI. Da un semplice controllo è saltata fuori una vecchia condanna: 19 anni 8 mesi e 3 giorni per sequestro a scopo di estorsione, induzione e sfruttamento alla prostituzione ai danni di una lucciola albanese. La storia risale al 1998 e ha come scenari Montecatini e Pistoia.
In carcere è finito Leka Kongress, 46 anni, identificato dagli agenti di una volante a Firenze dopo essere stato fermato in strada con altri due connazionali. Dalla banca dati è risultato pendente un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Pistoia dopo che la sentenza era diventata esecutiva.
Le accuse che hanno portato alla maxi-condanna erano quelle di aver rapito, segregato e violentato per tre giorni in un appartamento di Montecatini una ragazza albanese, all’epoca 24enne. Reati commessi in concorso, a vario titolo, con uomo e una donna connazionali.
La ragazza venne sequestrata il 6 gennaio 1998. Era una prostituta, lavorava a Calenzano. Il gruppo di albanesi la attirò in auto con una scusa e poi minacciandola con un coltello la portò in un appartamento di Montecatini dove i tre - sebbene privi di regolare permesso di soggiorno - erano domiciliati. Volevano che la giovane lavorasse per loro. Per convincerla la tennero legata e rinchiusa in casa. E Leka Kongress, secondo l’accusa, la violentò più volte. La ragazza alla fine finse di cedere alla volontà dei rapitori, si fece accompagnare a Pistoia, nell'abitazione di via Bellaria dove viveva con un altro albanese , con la scusa di prendere i suoi abiti. Ma una volta in casa si chiuse dentro, prese il telefono e chiamò il 112. I tre sequestratori tentarono di sfondare la porta ma, non riuscendoci, fuggirono. Ai carabinieri la giovane raccontò quello che aveva dovuto subire. Dopo una breve indagini scattarono gli arresti.(p.b.)
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