La manifestazione
Niente rinforzi e qualche telecamera contro la criminalità
“Secretato” l’esito dell’incontro, seguirà un comunicato In tempi di tagli alla spesa cittadini invitati a collaborare
PIEVE A NIEVOLE. Tre ore di riunione a porte chiuse al Centro sociale di via Bonamici. Da una parte il prefetto Mauro Lubatti e i vertici provinciali delle forze dell’ordine (questore e comandanti dei carabinieri e della finanza, rappresentanti delle polizie municipali). Dall’altra i sindaci (o i loro rappresentanti) della Valdinievole. Tutti chiamati a partecipare al Comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato per discutere dei gravi fatti di criminalità avvenuti nelle ultime settimane (i più eclatanti sono stati le aggressioni ad anziani picchiati nelle loro abitazioni) e comunicare le contromosse che lo Stato ha intenzione di attuare.
Ma per sapere quali saranno i provvedimenti decisi bisognerà attendere probabilmente la giornata di oggi, quando la prefettura diramerà un suo comunicato ufficiale. Sindaci e assessori presenti, infatti, sono stati invitati a mantenere il silenzio sui risultati della riunione. I cittadini si armino di pazienza. Ma qualcosa, come avviene in questi casi in cui l’attesa è alta e le persone sedute attorno a un tavolo sono tante, è filtrato lo stesso. Si sa, ad esempio, che è stata data assicurazione che verranno decisi “potenziamenti tecnologici e di personale”, anche se siamo in tempo di “spending review”. Insomma, pare di capire, forse qualche telecamera, forse qualche unità in più (si parla di un paio di carabinieri di rinforzo alla compagnia di Montecatini).
«Ci è stato assicurato che sarà mantenuto il contatto con il ministero e che gli organici attuali saranno confermati», ci ha detto (a taccuini chiusi) uno dei rappresentanti dei Comuni. «Sì, ma resta anche il blocco del turn over», ha subito specificato un altro.
Insomma: il “successo” sarebbe quello di essere riusciti a non farsi portare via agenti o carabinieri (salvo poi non essere sostituiti quando andranno in pensione), altro che rinforzi. Questo almeno quello che si è capito, sperando di essere smentiti dal comunicato ufficiale. E dunque niente seconda volante della polizia, niente presidio della Polfer nelle stazioni di Montecatini. Come se si trattasse di una semplice cittadina di 20mila abitanti, e non di un centro turistico che ospita anche migliaia di visitatori. «L’aria che tira, con l’accorpamento delle province e la futura soppressione di alcune Questure, non è buona».
Il sindaco di Montecatini, Giuseppe Bellandi, pur mantenendo la consegna del silenzio ha accettato di illustrare quanto meno le istanze portate al tavolo: «Abbiamo rappresentato il turbamento dei cittadini. I recenti casi gravi ai danni di anziani sono la spia che ci sono aspetti da migliorare. Io ho notato grande attenzione dei responsabili delle forze dell’ordine ma alla fine siamo tutti costretti a fare i conti con la realtà. Non dimentichiamoci che il governo ha raccomandato di spegnere le luci per risparmiare... Comunque siamo stati invitati a chiedere ai cittadini di fare la loro parte, denunciando reati e segnalando situazioni sospette. Dobbiamo essere più partecipi, perché se (come ci è stato detto) non sono i numeri ad allarmare, è però la gravità di certi episodi che sconcerta. Al tempo stesso anche i cittadini devono essere informati di ciò che accade, in modo da poter essere tutti più consapevoli».
Alessandro Gasperini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google