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I tesori ritrovati ora hanno bisogno di protezione

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I tesori ritrovati ora hanno bisogno di protezione

Da completare il restauro degli affreschi di Castelvecchio Il grande impegno dei volontari da solo non basta

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PESCIA. A Castelvecchio, a metà degli anni Novanta, nei locali dell’oratorio adiacente alla chiesa di San Giovanni Battista fu rinvenuto un piccolo tesoro, di grande bellezza e valore artistico.

Le pareti e il soffitto di una stanza (una cripta) sono interamente affrescati con storie sacre databili intorno al 1500 e nella stanza accanto, un tempo adibita a stalla per conigli, c’è un affresco raffigurante una Madonna con Bambino.

La scoperta fu fatta casualmente da due giovani del paese i quali, armati di pazienza e buona volontà, ripulirono gli ambienti di proprietà della diocesi pesciatina. Accertato il valore artistico, il ciclo pittorico è stato oggetto di lavori di restauro (finanziati per 25mila euro dal ministero per i Beni e le Attività Culturali) e reso fruibile ai visitatori. Il restauro, però, iniziato nel 2007, risulta completato solo per una parte.

L’affresco raffigurante la Madonna col bambino e i santi Sebastiano e Rocco, nel locale a destra dell’oratorio, sebbene sia stato incluso nel restauro, patisce le conseguenze di essere collocato in un ambiente realizzato con materiali di recupero e malta di calce, mai ritoccato dalla sua fondazione, quindi soggetto all’usura del tempo, a cedimenti strutturali causati dalla fragilità delle rocce di arenaria, a infiltrazioni di acqua piovana con perenne ristagno d’umidità. Ci sono fili elettrici pendenti e il soffitto, in alcuni punti, è pericolante. Questi fattori non solo rischiano di compromettere il risultato del recupero, ma rendono insicuro e pericoloso l’ambiente per i visitatori.

La manutenzione ordinaria, la pulizia, la spesa per l’illuminazione, nonchè gli interventi d’emergenza per mantenere fruibile l’oratorio sono, ad oggi, totalmente a carico di un gruppo di cittadini volontari, tra i quali Lario Rossellini e Roberto. È solo grazie all’interessamento del piccolo esercito di volontari del borgo – raccontano – che il patrimonio artistico, faticosamente recuperato, è reso disponibile ai turisti.

Anche l’attività di promozione turistica è affidata esclusivamente a volontari, che hanno provveduto in proprio a stampare depliant e brochure. Hanno anche realizzato un calendario che riproduce gli affreschi, creato un sito internet ad hoc (www.gpcastelvecchio.com) e si occupano dell'’organizzazione e gestione delle visite guidate.

Con gli affreschi sono stati ritrovati, nei locali parrocchiali, numerosi oggetti (paramenti e arredi sacri, statue lignee, due tele risalenti al 1600, un organo a canne, antichi stendardi, lanterne processionali e testimonianze della storia paesana), ora, il sogno degli abitanti di sarebbe quello di raccogliere tutto all’interno di un piccolo museo diocesano.

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