Sicurezza
«Senza doppio binario pericolo sempre vivo»
BUGGIANO. I numeri, far capire che sono in tanti a dire no al provvedimento: questa una delle strategie più suggerite durante la serata. Per questo, tra il pubblico, c’è chi come Luca Nerli ha...
BUGGIANO. I numeri, far capire che sono in tanti a dire no al provvedimento: questa una delle strategie più suggerite durante la serata. Per questo, tra il pubblico, c’è chi come Luca Nerli ha suggerito di far fare, magari da un soggetto terzo e indipendente, un monitoraggio su quanti utilizzano la linea, le corse e le stazioni che saranno tagliati.
In particolare, anche alla luce degli impegni presi dal presidente della Regione Rossi, c’è chi consiglia, come Sara Fattorini del Comitato di Serravalle, di sottolineare come questo provvedimento vada a danneggiare soprattutto la popolazione più sensibile, quella fatta da studenti e lavoratori.
Un invito a operare su due piani, uno immediato e uno più alto, è arrivato da Vincenza Papini Franchi, la quale ha evidenziato la necessità di tornare a insistere sul progetto del raddoppio ferroviario, unica soluzione per scongiurare definitivamente il rischio tagli: «È necessario per una ferrovia che ha 150 anni. È una battaglia vecchia, ma qualche mese fa sembrava addirittura che fosse stata trovata parte dei soldi, poi, ora, la frittata è stata completamente rigirata. Perché? E come è stato possibile?». Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Salvadori, del comitato lucchese: «Sembra quasi che il problema siano le stazioni, invece il vero problema è il binario unico. Non capiamo dove possa stare tutto questo risparmio nel chiudere le piccole stazioni. L’impressione è che si stia andando incontro alle esigenze di Rfi, che da anni sta portando avanti il tema della linea snella, che vuol dire ridurre manutenzione, che costa. Ma su questa linea vetusta, se non si interviene sulla manutenzione di incroci, segnaletica, passaggi a livello, la situazione di scarsa affidabilità resterebbe tale e quale. Per tacere della questione occupazionale per i lavoratori degli appalti, per esempio per la pulizia. Si perdono posti, ma forse Ceccobao non si è nemmeno posto il problema».
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