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SINDACATI DELUSI PER LE MANCATE RISPOSTE SULLE LEOPOLDINE

Le Terme ricorrono agli interinali

Le Terme ricorrono agli interinali

L’amministratore Paganelli chiede maggiore flessibilità negli orari

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MONTECATINI. Che i sindacati sarebbero usciti delusi dall’incontro con le Terme (soprattutto vista l’assenza di Comune e Regione) già si sapeva e lo avevamo già scritto ieri. Ma qualche novità, soprattutto sul fronte dei lavoratori, è comunque uscita fuori.

L’amministratore unico della società, Paola Paganelli, ha, infatti, smentito le voci circolate lo scorso agosto circa la possibilità di attivare la cassa integrazione o i contratti di solidarietà per i dipendenti. Ma ha anche specificato alcuni punti che hanno fatto suonare comunque il campanello d’allarme tra le organizzazioni sindacali.

«Ci è stato chiesto – dice Aniello Montuolo, Fisascat Cisl – un’organizzazione del lavoro con maggiore flessibilità negli orari. Abbiamo risposto che siamo disponibili a parlarne, ma che questo processo dovrà eventualmente riguardare tutte le maestranze e non solo una parte di esse, come successo in passato. E abbiamo anche specificato che si dovrebbero programmare meglio i periodi di lavoro degli stagionali, per evitare di rimanere scoperti come in questi giorni e dover pertanto ricorrere agli straordinari o agli interinali». E così si viene, un po’ a sorpresa, a sapere che alle Terme sono impiegati anche quest’ultima categoria di lavoratori. Per il resto, come detto, il copione non ha offerto granché.

«Siamo rimasti molto delusi da questo incontro – dice Alessandro Cartei, Filcams Cgil – in quanto mancava la proprietà e non ci è stato detto nulla di nuovo per ciò che riguarda il cantiere alle Leopoldine. Ma il piano industriale dell’azienda è ancora valido? Ed è supportato dalla proprietà?». Le domande sono rimaste senza risposta.

David Meccoli

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