Italia
Dal Comune un aiuto a chi è fuori dagli asili nido
MONSUMMANO. Il Comune non dimentica quei bambini che non sono riusciti ad entrare all’asilo nido di via della Resistenza (il Palloncino rosso e l’area gioco) per l’anno educativo da poco iniziato. È...
MONSUMMANO. Il Comune non dimentica quei bambini che non sono riusciti ad entrare all’asilo nido di via della Resistenza (il Palloncino rosso e l’area gioco) per l’anno educativo da poco iniziato. È un’agevolazione per le famiglie escluse dal servizio, e che hanno dovuto “piazzare” il figlio in qualche struttura privata, lo stanziamento previsto dall’amministrazione grazie ad un contributo regionale specifico (tramite il Fondo sociale europeo). Sono circa 37.500 euro da utilizzare, fino ad esaurimento delle risorse, per pagare una parte (o tutta) delle rette e del servizio mensa agli asili privati. E c’è da scommetterci che il fondo non andrà perduto. I piccoli rimasti fuori ed entrati a ingolfare la lista di attesa per le aule comunali sono 54 nella fascia residenti, più 8 in quella non residenti. È certo che non tutte le famiglie hanno deciso (soprattutto per i costi) di affidarsi a centri privati, preferendo (e trovando) altre soluzioni in economia. Ma tra quella sessantina di giovanissimi, diversi sono finiti in uno dei sette asili con cui il Comune ha stipulato la convenzione che dà la possibilità del finanziamento: il Cappelli e Grazzini di via Matteotti, il Pesciolino Rosso di via Prampolini a Cintolese, Le Tartallegre di via Cavour, Il Nido della Giraffa di via Francesca Nord, il Santa Caterina di piazza Vittorio Veneto a Larciano, Il Paese dei Balocchi di viale Foscolo a Montecatini e l’Istituto Don Bosco di via Garibaldi sempre a Montecatini.
Le agevolazioni, in gergo “buoni servizio”, saranno girate dall’amministrazione (che prima comunicherà i nominativi dei bambini assegnatari) dopo l’emissione delle fatture da parte del centro formativo (oppure delle stesse famiglie). Le quote, in una misura massima di 250 euro mensili a bimbo per tutte le spese ammissibili (retta e buoni pasto), verranno pagate entro trenta giorni dal ricevimento delle fatture stesse. Sarà compito degli uffici municipali effettuare controlli e sopralluoghi al fine di verificare la frequenza degli alunni beneficiari dei buoni servizio.
La misura, approvata e già in vigore per l’anno scolastico 2012/2013, è al suo primo anno e ha l’obiettivo di realizzare progetti educativi finalizzati a favorire la conciliazione vita familiare - vita lavorativa delle mamme che, pur avendo iscritto i propri figli all’asilo nido comunale, risultano inserite in lista di attesa per carenza di posti nella struttura pubblica. E vuole alleggerire i problemi che derivano dalla mancanza di asili di proprietà pubblica (e non solo di posti in aula), tema spesso al centro di dibattito ma che fino ad oggi ha trovato soltanto risposte sporadiche e temporanee, non certo soluzioni strutturali.
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