Sicurezza
Meno trasferimenti: timori di Datamedica per 13 dipendenti
MONSUMMANO. La Regione minaccia di tagliare i trasferimenti pubblici alle strutture sanitarie private convenzionate e decine di posti di lavoro sono a rischio. Se fino all’anno in corso, infatti, la...
MONSUMMANO. La Regione minaccia di tagliare i trasferimenti pubblici alle strutture sanitarie private convenzionate e decine di posti di lavoro sono a rischio. Se fino all’anno in corso, infatti, la Regione metteva a disposizione 60 milioni di euro per la diagnostica per immagini (radiografie, mammografie, ecografie, ecodoppler, Tac), dal 2013 il budget potrebbe saltare completamente. E con questo, a detta degli operatori, anche l’intero sistema sanitario privato.
«Lo scorso anno – dice Francesca Greco, che con la famiglia è titolare di Data Medica – è stato firmato un accordo che riproponeva il sistema dei contributi alle prestazioni specialistiche ambulatoriali e alla diagnostica per immagini. Venerdì scorso, invece, la Regione ci ha comunicato che avrebbe dovuto tagliare il budget, che per di più aveva subìto drastici ridimensionamenti nel corso degli anni. L’obiettivo, ci è stato detto, è quello di tagliare totalmente la convenzione». Una situazione potenzialmente esplosiva e che ha convinto ieri mattina diverse cliniche e strutture private a recarsi in audizione in commissione regionale sanità.
«È’ emerso un quadro di grande preoccupazione – commenta il vicepresidente della commissione, Stefano Mugnai, del Pdl – che non lascia prevedere niente di buono. È ingiusto e illogico pensare di trovare entro un settore che, all’interno del sistema sanitario regionale, rappresenta il 3% per l’ospedalità privata e lo 0,9% per le strutture di diagnostica per immagini, risorse sufficientemente significative da mettere in sicurezza finanziaria il rimanente 97%».
«In pratica – spiega Pierfrancesco Greco, di Data Medica – i 60 milioni distribuiti a tutte le strutture private regionali rappresentano una cifra irrisoria rispetto al volume d’affari della sanità toscana, ma per noi è di fondamentale importanza per sopravvivere. Con quei soldi contribuiamo oltretutto ad abbattere le liste d’attesa. Siamo alla pura follia e se le cose non cambiano saremo costretti a mettere a casa i nostri 13 dipendenti».
Nelle stesse condizioni di Data Medica si trovano, in Valdinievole, Biomedical a Monsummano e Ultramicro, Santa Rita ed Eughenos a Montecatini. In totale dalla Regione arrivavano per loro 5-600mila euro. Che ora rischiano di scomparire.
David Meccoli
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