Finanza
Stop all’ampliamento della discarica
La consigliera Scannella presenterà un ordine del giorno contro il progetto del Fossetto
MONSUMMANO. La discarica del Fossetto non deve essere ampliata. Il secco monito all’amministrazione arriva da Tiziana Adele Scannella, consigliere comunale indipendente eletto nella lista del Pdl. Per l’esponente d’opposizione, la scelta della giunta comunale è frutto di «una politica scellerata perché le discariche sono bombe anti-ecologiche pronte a saltare in qualsiasi momento. Non bastano i dati rassicuranti a tutelarci e insistere su questa strada è quanto meno rischioso per la salute pubblica».
Scannella annuncia l’intenzione di presentare un ordine del giorno alla prossima riunione consiliare «perché il sindaco Vanni e la sua giunta devono spiegare ai cittadini, all’azienda coinvolta nell’esproprio del terreno per realizzare un’altra vasca (la Iti Box, ndr), e alla sottoscritta, quale sia il motivo, in un momento in cui Monsummano si accinge a diventare comune virtuoso per la raccolta rifiuti (con l’introduzione del porta a porta, ndr), che spinge un’amministrazione ad ampliare una discarica ormai in esaurimento per farla funzionare fino al 2019».
Continua la lettera: «Giorni or sono si è tenuto un convegno organizzato dal Comune e dalla Provincia sullo “Stato di Salute Ambientale” di Monsummano. Com’era prevedibile, si è trattato dell’ennesima manifestazione di autocompiacimento dell’amministrazione, mentre era auspicabile un confronto con altri numeri e statistiche, un dibattito serrato con le associazioni ambientaliste che invece al riguardo sostengono un silenzio assordante. Ai dati ufficiali risponde solo chi, per salvaguardare la propria azienda, i propri lavoratori e, di riflesso, anche il circondario e la cittadinanza, ha intrapreso da tempo una dura battaglia, non solo legale, per difendere un patrimonio di tutto il territorio». In gioco c’è poi il futuro di un’area da valorizzare: «È fantascientifico pensare alla creazione di un parco sulla discarica, quando a due passi c’è il Padule: i tempi per la bonifica non li decreta un sindaco, ma indagini geologiche precise perché piombo, arsenico ed altri veleni che si distribuiscono per terra, per aria e nelle falde acquifere non scompaiono a suon di espropri, delibere e convenzioni. Altro che altalene e scivoli o percorsi ciclabili: si dovrà pensare seriamente al recupero di un’area già devastata, che è servita a raccattare tutta la monnezza della Valdinievole, facendo cassa. Se davvero si vuole fare business con l’ambiente, si cominci a cambiare mentalità con la salvaguardia anziché insistere sul deturpamento».
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