Sicurezza
Pidocchi alle Don Facibeni: «L’Asl non deve intervenire»
In una nota l’ufficio igiene invita i genitori a rivolgersi al pediatra di famiglia Ma c’è chi controbatte che i casi sono ormai numerosi e bisogna agire
MONTECATINI. L’Asl 3 rispedisce al mittente la sollecitazione a interventi concreti, nell’ambito della scuola Don Facibeni, per scongiurare il dilagare della pediculosi. I genitori avevano lanciato un appello per la disinfestazione del plesso. Almeno due rappresentanti di classe hanno scritto all’azienda sanitaria per richiedere un’azione di bonifica dei locali. Ma la Asl ha prontamente replicato con un comunicato in cui i medici dirigenti dell’unità funzionale Igiene e sanità pubblica affermano che l’Asl 3 non è tenuta a intervenire. Confermando, in questo senso, quanto aveva già anticipato al Tirreno la dirigente scolastica Paola Zecchi.
«La funzione dell’Asl – chiarisce la nota – è quella di offrire un supporto alle famiglie indicando le misure da prendere, dando le informazioni per l’effettuazione di un corretto trattamento, rispondendo ai loro dubbi. Qualora le mamme desiderino una verifica dello stato del bambino in ordine alla presenza dei pidocchi si consiglia di farlo valutare dal pediatra di famiglia e di seguirne le indicazioni». In effetti una rappresentante di classe, che è anche avvocato, ha rilevato che, da normativa, i controlli spettano alle famiglie: «Non ho scritto alla Asl ma ai genitori, per chiedere di effettuare controlli scrupolosi». Del resto, anche le docenti si erano mosse tempestivamente informando del rischio pediculosi la popolazione scolastica attraverso un semplice cartello, potenziato nel giro di poche ore con due manifesti dettagliati per invitare a un monitoraggio frequente e scrupoloso.
In una scheda informativa, la Asl spiega che «il contagio avviene per contatto diretto e prolungato con la testa che ospita il pidocchio vivo e mobile o le uova. Alle nostre latitudini il parassita non svolge alcuna funzione di vettore di microrganismi patogeni e l’unico sintomo che può determinare è il prurito. Non è possibile prevenire la pediculosi perché non esiste alcuna profilassi con farmaci o vaccini. Tuttavia, osservando determinate regole igieniche, si diminuiscono considerevolmente le possibilità di contagio. Accertata la presenza dei pidocchi, bisogna effettuare subito il trattamento con shampoo specifico ed ispezionare costantemente la testa dei bambini».
Ma alcuni i genitori non ci stanno: «Non è una questione di normativa – dice una mamma – ma di civiltà. I casi sono moltissimi e il buon senso impone un intervento sanitario, a fronte anche delle avvenute segnalazioni dei pediatri».
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