Il dolore
Cantiere Leopoldine è la resa dei conti
Interrogazione al sindaco di Sartoni e Sensi (Pdl) «Basta ritrosie, lei ha il dovere di chiarire la situazione»
MONTECATINI. I lavori al cantiere Leopoldine sono fermi a causa di problemi finanziari e solo di essi? O dipendono pure da vincoli di natura edilizia o urbanistica? Le vicende relative ad Appaltopoli 2 sono estranee ai ritardi nella riapertura del cantiere? Vista la stima di 2,95 milioni di euro data dall'Agenzia del Territorio al parco termale, l'amministrazione municipale ha intenzione di effettuare l'acquisto dell'intero parco anche se in più annualità? Quale è la motivazione tecnico-contabile plausibile che possa giustificare una spesa di tale dimensione? Sono, queste, alcune delle domande contenute in una interrogazione al sindaco presentata dal consigliere dell’opposizione Alessandro Sartoni insieme al capogruppo del Pdl, Riccardo Sensi.
Che prosegue: «Atteso che la Regione non aumenterà il capitale sociale prima del giugno 2013, le recenti decisioni del Governo, che annunciano l'impossibilità per gli enti locali di acquistare immobili, rendono sempre possibile l'acquisto del parco termale?».
E ancora: «Le banche stanno tardando l'erogazione di finanziamenti ulteriori rispetto ai tempi previsti? Qualche banca non ha più intenzione di sostenere questo sforzo corale? Il bilancio 2011 presentato in perdita è motivo di eventuale ulteriore rallentamento nell'erogazione? Si prospetta una redditività positiva per il bilancio 2012? Quali sono gli introiti al 30 settembre relativamente alla tassa di soggiorno, ed in particolare sono in linea con le previsioni di bilancio? Quali ostacoli vi sono in ordine all'opzione aumento di capitale per far fronte ai lavori alle Leopoldine?».
Come si vede, più che una semplice interrogazione (di cui si chiede la risposta del prossimno consiglio) si tratta della richiesta di un vero e proprio dibattito sul presente e sul futuro delle Terme. Con il punto focale fissato sul cantiere fermo alle Leopoldine. Una specie di resa dei conti, per “stanare”il sindaco e costringerlo a fornire notizie chiare e definitive sulla situazione.
«La riapertura delle Leopoldine – si legge nell’interrogazione rivolta al sindaco – è vista in città come punto di svolta. È pertanto fonte di insoddisfazione, perplessità, incomprensioni, scoramento, vedere il cantiere fermo da 18 mesi. Noi riconosciamo il suo personale impegno, parimenti rileviamo una ingiustificabile ritrosia nel dichiarare quali siano i motivi per cui il cantiere non riparte: non possiamo essere soddisfatti di annunci periodici che spostano la riapertura di mese in mese. Lei ha un dovere di chiarezza rispetto alla città».
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