Attenzione
«Preso a morsi il bandito ma è riuscito a fuggire»
Il racconto della donna aggredita ai giardinetti per strapparle la collanina «Ho cercato di difendermi dal suo assalto con tutte le mie forze»
LARCIANO. «Mi ha aggredito alle spalle mentre stavo spingendo il passeggino con la bimba di 2 anni. Ho cercato di difendermi e gli ho pure dato un morso a una mano. Ma non ce l’ho fatta a impedire che mi strappasse la collanina».
Parla Katia Pieri, la donna che mercoledì intorno alle 11,30 è stata rapinata ai giardinetti pubblici di Larciano da un albanese che con un complice è stato poi arrestato dai carabinieri nella zona di Monsummano. Un terzo connazionale è ancora ricercato.
È il caso di dire che la donna si è difesa di sicuro con i denti dall’assalto del giovane bandito che, disarmato, senza dire una parola di minaccia le si è avventato addosso incurante della piccola sul passeggino.
«La bimba non si è quasi accorta di niente – riprende la rapinata –. Solo quando ho iniziato a urlare per chiedere aiuto si è un po’ spaventata». A pochi metri c’erano anche alcuni operai della ditta che sta realizzando il fontanello dell’acqua.
Katia Pieri ha un labbro gonfio e dolori al collo e alla schiena. Nella colluttazione con il rapinatore ha ricevuto un colpo alla bocca. Si è fatta medicare e ha un referto di 7 giorni.
«Ha provato a strapparmi la catenina da dietro perché le maglie erano più sottili – spiega –. Non ci è riuscito subito. Poi con la sua forza mi ha sopraffatta ed è fuggito raggiungendo l’auto sulla quale si trovavano due amici».
La macchina, una Bmw, è stata intercettata a Monsummano dove i militari della stazione locale con quelli di Larciano e Lamporecchio hanno interrotto la fuga dei banditi. A bordo c’erano solo due albanesi di 22 e 27 anni. Nessuna traccia della catenina che potrebbe essere rimasta nelle mani del complice.
Pietro Barghigiani
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