Proteste
Salvaguardare lavoratori e cavalli
Il sindaco Bellandi allarmato dalle ipotesi di chiusura del Sesana
MONTECATINI. «Già l’anno scorso ho scritto una lettera a tutti i sindaci di città sedi di ippodromi per sollecitarli a un’azione comune in difesa dell’ippica. Nessuno mi ha risposto. Adesso siamo al punto che l’ippodromo di Padova è chiuso e anche il nostro Sesana, stando alle dichiarazioni rilasciate al vostro giornale dall’amministratore delegato di Trenno, Claudio Corradini, rischia seriamente di fare la stessa fine».
È un sindaco Bellandi amareggiato quello che commenta le ultime, allarmanti notizie dal mondo delle corse. Proprio Corradini, infatti, in una intervista pubblicata domenica sul Tirreno in sostanza ha dichiarato che servono subito nuove convenzioni (le risorse che consentono agli ippodromi di organizzare le giornate di corse), oppure parecchi impianti (compreso quello di Montecatini) rischiano seriamente di non riaprire, stante la crisi delle scommesse che stiamo attraversando. E per questo si è appellato al ministero delle Politiche agricole e all’Assi.
«L’impressione – continua Bellandi – è che andando avanti così sopravviveranno solo i più forti. Bisogna che si muovano a Roma, ascoltando anche il grido di dolore di chi lavora con i cavalli. E quello che mi preoccupa di più è proprio il mondo che opera attorno all’ippica, dai guidatori agli operai. Per non dimenticarci dei cavalli: che fine faranno, se gli impianti verranno chiusi?».
«D’altra parte le voci non sono univoche – riflette il sindaco – e se si ascoltano i proprietari di impianti come Corradini si sente dire che le risorse sono assolutamente insufficienti, mentre ad esempio rappresentanti delle associazioni dei driver come Baldi affermano che invece i premi non sono così scarsi. Anche quando si mettono attorno a un tavolo, proprietari e Assi parlano lingue diverse».(a.g.)
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