Il Tirreno

Montecatini

Politici trasparenti solo a parole su redditi e associazioni segrete

di Francesca Maltagliati

Se per sindaci e giunte i dati sono accessibili, in diversi Comuni i consiglieri non hanno alcun vincolo In tanti non rispettano nemmeno l’obbligo morale previsto dagli statuti di dichiarare i propri beni

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PESCIA. Buoni propositi che restano quasi tutti sulla carta. Anche se si parla ormai da tempo di trasparenza sono ancora molti i passi da compiere per giungere alla realizzazione di una completa informazione da parte degli enti pubblici nei confronti dei cittadini, soprattutto per quanto riguarda i dati personali dei politici.

Obblighi e doveri. Anche in Valdinievole non sono pochi gli intenti, o in molti casi gli obblighi, per gli amministratori mirati a garantire che non vi siano conflitti di interessi fra l'attività privata e quella pubblica, o anche solo finalizzati a garantire la possibilità di conoscere i legami ad associazioni e il rispetto delle regole, ad esempio attraverso una corretta dichiarazioni dei redditi, di coloro che hanno l'onere e l'onore di amministrare un ente pubblico.

Consiglieri silenti. Mentre di sindaci e assessori appare oggi più facile conoscere i compensi, così non è per i consiglieri comunali, nonostante in quasi tutti gli statuti siano previste regole in merito. Ad esempio l'articolo 18 dello statuto comunale di Buggiano al punto 6 recita: «I consiglieri hanno il dovere morale di dichiarare l'appartenenza a società, enti e associazioni e le loro fonti di reddito». Come specifica lo stesso documento si tratta di un dovere morale e non di un obbligo perentorio, tant'è che finora soltanto uno dei consiglieri ha deciso di fare tali dichiarazioni.

Affiliazioni tabù. Niente riguardo all'obbligo di dichiarare i propri redditi, né la partecipazione ad associazioni sullo statuto comunale di Chiesina, che fra l'altro non è nemmeno pubblicato sul sito. Ne è reperibile una copia sul portale del ministero degli interni. Qui si trova soltanto un articolo che cerca di disciplinare il conflitto di interessi . «Il consigliere – recita infatti l'articolo 26 al punto 9 – che per motivi personali, di parentela, professionali o di altra natura abbia interesse ad una deliberazione deve assentarsi dall'aula delle adunanze per la durata del dibattito e della votazione sulla stessa, comunicando tale posizione al presidente dell'assemblea. Apposito regolamento definisce i casi nei quali può considerarsi sussistente il conflitto di interessi». Va oltre il Comune di Ponte Buggianese il cui statuto al punto 6 dell'articolo 24 recita: «Per assicurare la massima trasparenza ogni consigliere deve comunicare annualmente i redditi posseduti secondo le modalità stabilite nel regolamento del consiglio comunale».

Sulla carta. Le buone intenzioni restano però sulla carta spiega il sindaco Pier Luigi Galligani, visto che nessuno dei consiglieri si è sentito in obbligo di rispettare tale articolo. Niente è invece previsto, per quanto riguarda l'obbligo a dichiarare redditi e appartenenze ad associazioni, sullo statuto comunale di Uzzano.

L’eccezione. L'unica eccezione, anche se solo parziale, viene dal Comune di Pescia che appare essere come il più diligente di tutti in Valdinievole Ovest. Lo statuto all'articolo 10 prevede che «i consiglieri comunali eletti, prima della convalida della elezione e successivamente ogni anno, debbono dichiarare: tutti gli eventuali incarichi in associazioni, enti, istituzioni, aziende e consorzi pubblici e privati, l'elencazione e descrizione dei loro beni patrimoniali, dei loro redditi da beni mobili e immobili e le partecipazioni in società, anche immobiliari».

Quanti hanno adempiuto a tale obbligo? Dalle dichiarazioni dell'ex presidente del consiglio comunale, Oliviero Franceschi, a tutti i consiglieri, prima del loro insediamento, è stato richiesto di riempire un modulo con le informazioni previste dall'articolo. Inoltre dagli uffici ci viene confermato che esiste un fascicolo per ogni consigliere che annualmente viene aggiornato con la dichiarazione dei redditi, anche se poi non manca qualche ritardo o qualche dimenticanza. Meglio di niente.

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