Il dolore
Un’Imu più leggera a Massa Cozzile
Sulle prime case (4,2 per mille) è seconda solo a Chiesina, su tutti gli altri immobili l’imposta è la più bassa in Valdinievole
MASSA COZZILE. Ultima in ordine di tempo e la sola, insieme a Chiesina Uzzanese, a non aver sottoscritto l’accordo congiunto con gli altri nove Comuni della Valdinievole, l’amministrazione guidata dal sindaco Massimo Niccolai approva in consiglio comunale le aliquote Imu da far valere sulla rata finale di pagamento, che scade il 17 dicembre.
Come era nell’aria l’imposta che graverà sui residenti di Massa Cozzile è sensibilmente minore rispetto al resto della Provincia e lotta proprio con quella di Chiesina per il posto di Comune più attento all’economia familiare. I cittadini massesi dovranno fronteggiare, per quanto riguarda la prima casa di proprietà con residenza, un’aliquota pari al 4,2 per mille (contro il 5,5 per mille dei nove Comuni della Valdinievole). Qui però Chiesina fa meglio, applicando un’Imu del 3,6 per mille.
Non batte nessuno Massa Cozzile, invece, in riferimento alla seconda casa, ai negozi e agli altri fabbricati (aziende e centri commerciali, di cui il territorio è pieno): la rimodulazione dell’imposta si ferma all’8,3 per mille, lo 0,7 per mille in più dell’aliquota base (7,6 per mille) e l’1,3 per mille in meno rispetto all’accordo di area (9,6 per mille, quanto applica Chiesina).
Tra le decisioni della giunta rientrano poi lo 0,2 per mille sui fabbricati rurali a uso strumentale e il 4,2 per mille (quanto la prima casa) per gli immobili posseduti da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che l’appartamento non risulti concesso in affitto.
A questi balzelli si aggiungono le detrazioni uguali per il resto d’Italia: 200 euro per il 2012 sulla prima casa e 50 euro (per il 2012 e 2013) per ogni figlio con età pari o inferiore a 26 anni, fino a un massimo di 400 euro totali.
«Queste decisioni sull’Imu erano già maturate da qualche tempo in giunta – dice il sindaco Niccolai – già si vociferava su alcuni abbassamenti di aliquota. Noi però non vogliamo passare per quelli più bravi di tutti, abbiamo fatto semplicemente i nostri calcoli rispettando il bilancio dell’ente, le entrate e le spese, e naturalmente la crisi economica generale. Le aliquote che abbiamo approvato e che applicheremo ci sembravano le più giuste ed eque per non andare a tassare ulteriormente i cittadini e le aziende del territorio. Crediamo poi di avere un occhio di riguardo verso le famiglie meno abbienti». Il Comune, dalla prima (con l’aliquota base) e seconda (con la rimodulazione) rata dell’Imu stima di incassare un milione e 590mila euro, circa 300mila euro in meno della previsione iniziale.
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