Attenzione
Zeb, voce libera contro i soprusi
Al Mc Terme le opere dell’artista livornese sparito nel nulla da quattro anni
MONTECATINI. “Zeb!!! È vent’anni he mi sembra di parla’ co’ muri” questo il titolo della mostra di arte contemporanea, che è stata inaugurata sabato e sarà ospitata al McTerme Contemporary Art, in via Toti, nell’area dell’ex Lazzi, fino al 14 ottobre.
Sono una trentina le opere del livornese David Fedi raccolte per questa esposizione, realizzata grazie alla cura e all’impegno dell’amico e collezionista Filippo Lotti, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, la Cooperativa Giodò, Fuoriluogo-Servizi per l’arte e l’associazione culturale “La Ruga”.
Il visitatore potrà osservare il percorso dell’artista livornese tra il 1997 e il 2003. Il vero protagonista di queste creazioni è Diabolik, suo alter ego e anti-eroe per antonomasia. Ecco quindi una riproposizione del personaggio mascherato in molteplici aspetti e sotto diverse angolature, con la frantumazione delle geometrie euclidee e la scomposizione delle architetture razionali.
«Al posto delle imprese dell’inafferrabile Diabolik, Fedi ha cercato un’altra vita, da vendicatore di se stesso e delle vittime dell’ingiustizie e delle prevaricazioni – spiega Lotti –. Una sorta di moderno e solitario Robin Hood che combatte per una società più equa e giusta. Se Diabolik, con spregiudicatezza, finalizza le sue vendette a un riscatto economico, Zeb ha avuto come obiettivo la sensibilizzazione dei suoi “lettori” verso le vessazioni sempre più pressanti che la società globalizzata impone a tutti noi. Il tratto comune fra lui e il personaggio creato dalla fantasia delle sorelle Giussani è rappresentato da una sorta di codice d'onore che va oltre la soglia del bene e del male e che autorizza i due a combattere, per legittima difesa, con cinismo e senza sconti una continua battaglia contro chi ammorba la società facendosi scudo con l'ipocrisia, il perbenismo, la falsità, il doppiogiochismo»:
Dal maggio 2008, però, la storia di Zeb, divenuto famoso soprattutto per i suoi murales in livornese e le sue sferzanti battute contro Pisa, è divenuta leggenda con la sua misteriosa scomparsa.
La sua auto è stata ritrovata abbandonata sul Ponte di Calignaia, meglio noto come ponte dei suicidi, sul Romito. Il corpo non è stato mai ritrovato.
Le indagini della Digos non hanno dato alcun esito. Qualcuno ipotizza che volutamente si sia dissolto nel nulla, rifugiandosi a Marsiglia, dopo aver ricevuto minacce a causa del libro troppo scottante a cui stava lavorando o forse più semplicemente “appunto forse un giorno ni passerà la voglia di scrive’ su’ muri” . ( dal titolo di un libro di Zeb).
Informazioni: giodocoop@gmail.com; orario di apertura mostra: venerdì 16- 19 / sabato e domenica 10,30-12,30 e 16-19. Ingresso libero.
(e.g.)
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