Il Tirreno

Montecatini

Collodi protesta: «Dimenticati da tutti»

di Elena Guerri
Collodi protesta: «Dimenticati da tutti»

Acqua con le autobotti, mancanza di manutenzione e pulizia. E poi quella festa del Paese dei balocchi targata Garfagnana

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COLLODI. «Il paese dimenticato»: così è stato definito Collodi Castello dai suoi abitanti. Infatti sono solamente 40 le famiglie che abitano il piccolo-borgo gioiello. Nessun cartello indica la strada che conduce al paese immerso al verde. E i residenti hanno voluto esprimere il loro malcontento per i numerosi disagi, che sono costretti a sopportare. «Noi paghiamo la tasse come tutti gli altri pesciatini – ha sottolineato Marco Raffaelli ex presidente di un comitato locale – ma l’amministrazione ci trascura. Più volte abbiamo richiesto di incontrare il sindaco Roberta Marchi, ma ha sempre rifiutato di riceverci». Primo tra tutti gli annosi problemi è quello relativo alla mancanza di acqua. «In pratica ci avvelenano – hanno esclamato Giuseppe Bini e Attilio Puccetti – i dipendenti del gestore arrivano su con le autobotti e riversano il contenuto nel deposito, che da decenni non viene pulito».

«Il risultato – prosegue Lorenzo Sabbatini – è un’acqua melmosa color marrone, che è difficile poter considerare potabile. Non possiamo né utilizzarla per fare la doccia, né tantomeno berla. E poi come se non bastasse le tubature sono in plastica e scoperte. Qualunque malintenzionato potrebbe inquinare l’acqua . Più volte abbiamo fatto reclami, ma nessuno ci ascolta».

Ma le lamentele non finisco qui: l’erba cresce alta tra le pietre sconnesse della strada e sui muri. Come se non bastasse la manifestazione del Paese dei Balocchi, della Fiaba e della Fantasia, svoltasi tra il 24 e il 28 agosto, ha lasciato come ricordo non solamente coriandoli, ma anche tanta spazzatura. Di operatori ecologici, però, neppure l’ombra. Così entro il perimetro dell’antico castello, ormai ridotto a un rudere, giacciono sacchetti di immondizia, carte, coriandoli, a testimonianza della passata festa. Solo la buona volontà di qualche abitante ha fatto sì che alcuni tratti fossero ripuliti. E le polemiche non mancano visto che, dalle critiche mosse, il Paese dei Balocchi non ha fatto assolutamente rivivere la fiaba del burattino più famoso al mondo.

«L’organizzazione dell’evento non ci è piaciuta – ha commentato Raffaelli – la logistica è stata altrettanto disastrosa. I partecipanti, perlopiù molte mamme con bambini piccoli, sono stati costretti a percorrere le strade col pavè a piedi con i figli in braccio e i passeggini in mano. Il costo del biglietto di 7 euro riguardava l’ingresso e il servizio navetta, che si è rilevato poco efficiente. E poi la festa è stata organizzata da un comitato di Vellano, senza che nessuno ci interpellasse. L’animatrice raccontava favole della Garfagnana, non c’era nessun personaggio relativo alla storia di Pinocchio. Mancavano anche i cestini per la spazzatura e i servizi igienici».

«Facciamo un appello per una maggior considerazione e un maggior rispetto. Non siamo cittadini di serie B», ha concluso Gabriele Ciampi.

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