La manifestazione
Larciano è al fianco dei comuni dell’eccidio
LARCIANO. Alla presenza di numerosi cittadini e autorità, ieri si sono tenute le celebrazioni in ricordo delle vittime dell'eccidio del Padule di Fucecchio del 23 agosto 1944. Per la prima volta...
LARCIANO. Alla presenza di numerosi cittadini e autorità, ieri si sono tenute le celebrazioni in ricordo delle vittime dell'eccidio del Padule di Fucecchio del 23 agosto 1944. Per la prima volta hanno partecipato la figlia e la nipote del sergente britannico Charles Edmonson, il primo a raccogliere documenti e testimonianze del crimine nazista. L'agghiacciante testimonianza del sergente fu ritrovata in una casa di Stoke, Inghilterra.«Gli sfollati – attacca il triste racconto – in maggioranza donne e bambini, furono svegliati dal suono dei mitragliatori. I tedeschi bussarono alle porte e ordinarono di uscire».
Quindi inizia la carneficina. «Mentre le persone inforcavano l'uscio vennero falciate dalle raffiche dei mitra. Alcuni di quelli rimasti illesi nella prima sventagliata ebbero la presenza di spirito di gettarsi a terra. Ma i soldati continuarono a sparare ai morti e agli agonizzanti. A un certo punto alcuni soldati tedeschi si avvicinarono a un bimbo di 27 mesi che piangeva tra le braccia della madre morta. Uno di loro spaccò la testa del bambino con il calcio del fucile». Episodi come questo inculcarono nel sergente un acceso desiderio di giustizia, tanto che decise di fabbricare diverse copie dei suoi documenti - 186 in tutto - per evitare che le sue testimonianze potessero essere falsificate. E in parte fu proprio grazie al suo impegno se i nazisti alla fine vennero giudicati per i crimini compiuti. Sulla strage furono infatti aperte due commissioni d'inchiesta. Da queste scaturì il processo di Venezia che, oltre a Crasemann, condannò anche il Feldmaresciallo Kesselring.
Durante la cerimonia sono state deposte corone in ricordo delle vittime al cimitero di Castelmartini, al Giardino della Memoria e al Monumento inaugurato dal Presidente Ciampi nel 202. Il sindaco Antonio Pappalardo si è soffermato sulla vicenda dell'attribuzione della Medaglia d'Argento al valor civile ai Comuni di Monsummano, Ponte Buggianese, Cerreto e Fucecchio, sottolineando l'ingiustizia di tale trattamento rispetto al conferimento, nel 2006, della medaglia d'oro al valor civile a Larciano. Il sindaco ha affermato che «non esistono morti di serie A e di serie B tanto meno vittime da medaglia d'oro o da medaglia d'argento, ma a tutte va riconosciuto il medesimo valore. Per questo Larciano sarà sempre a fianco degli altri comuni sostenendo le loro legittime richieste».
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