Sicurezza
Appello dalla collina Imposte meno esose per la Valleriana
Gli abitanti tutelano il territorio e hanno pochi servizi Chiesto un sistema tariffario più equo a partire dall’Imu
PESCIA. Il paesaggio è meraviglioso, ma anche andare a fare la spesa a volte è un’impresa. I servizi sono quel che sono (quando ci sono), e si annuncia anche un autunno caldo per quanto riguarda Poste e trasporti pubblici. Il rischio di restare isolati, in caso di maltempo, è sempre dietro l’angolo. Insomma, vivere nella Valleriana, o addirittura investirvi, non è facile, ma è certamente un titolo di merito, dal momento che la stessa presenza dell’uomo rappresenta il primo presidio per la tutela del territorio. Eppure l’Imu per chi vive a Pontito o Castelvecchio è la stessa di chi vive in piazza Mazzini a Pescia.
Una cosa che non va giù agli abitanti della Svizzera Pesciatina. L’argomento è stato affrontato nei giorni scorsi in una riunione organizzata dall’associazione Valleriana Viva, proprio per avanzare la proposta di una riduzione dell’Imu per chi vive in collina.
« All’incontro – viene sottolineato nella nota – oltre ai cittadini erano state invitate le forze politiche e l’amministrazione comunale. Anche se nessun rappresentante della giunta ha partecipato, si è proceduto egualmente ad un approfondimento della proposta sull’Imu, condividendo l’opportunità di rilanciarla come elemento di un sistema di regole fiscali, tariffe e contribuzioni, che strutturi finalmente una politica efficace per la montagna e i suoi abitanti. Del resto, l’Imu è una tassa di profilo locale e strettamente legata alle diverse funzioni che si svolgono sul territorio (l’abitare innanzitutto, ma anche il produrre e il commerciare) e la sua applicazione differenziata a seconda delle diverse condizioni socioeconomiche dei territori appare come una misura opportuna per favorire e sostenere processi di sviluppo locale».
C’è poi, appunto, la questione del rapporto servizi/territorio: «La proposta trova poi decisive motivazioni nella considerazione che abitare, produrre e commerciare in territori svantaggiati rappresenta certamente un carico per i cittadini, ma anche un essenziale valore sociale, espresso dalle funzioni di presidio territoriale che la residenza in un territorio così delicato riveste (per gli equilibri idrogeologici, per la salvaguardia del patrimonio architettonico, paesaggistico, storico, per la dimensione della socialità particolarmente problematica per gli anziani e così via).
Un valore sociale che necessariamente acquisisce anche un profilo economico considerevole, se pensiamo al fatto che proprio le funzioni di forte presidio e salvaguardia territoriale si tramutano in un risparmio enorme di quelle risorse finanziare pubbliche che si debbono impiegare per riparare il degrado dei territori abbandonati o trascurati. L’applicazione differenziata dell’Imu per la Valleriana dovrebbe riguardare, come già accennato, anche le piccole attività produttive, artigianali e commerciali, costruendo un sistema di incentivi allo sviluppo dell’economia locale».
Tutti d’accordo poi, alla fine dell’incontro, sul fatto che «si debba sollecitare un diverso e più aperto atteggiamento dell’amministrazione, all’esigenza di costruire un sistema fiscale, tariffario e contributivo più puntuale», invitando «il sindaco a rendersi disponibile, come suo dovere, a incontrare e ascoltare le proposte dei cittadini della Valleriana».
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