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Montecatini

Province rivoluzionate Pescia guarda verso ovest

di Luca Signorini
Province rivoluzionate Pescia guarda verso ovest

Il comitato nato per andare con Lucca chiama a raccolta la Valdinievole «Apriamo il dibattito tra area metropolitana fiorentina o area costiera»

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PESCIA. Uno sguardo a ovest e uno a est. Riprende (quasi) da dove era iniziata la battaglia del Comitato per Pescia verso la Provincia di Lucca. Solo che ora, a distanza di due anni dalla fondazione del gruppo organizzato e dalla raccolta di 1.500 firme consegnate all’amministrazione Marchi, di mezzo c’è una manovra governativa che dà il via libera alle aree metropolitane vaste, che comunque risultano ancora vaghe e non ben definite.

Ed è proprio da qui che il Comitato rivendica la sua preveggenza: quella di aver anticipato tutti nella riformulazione amministrativa dei territori. «Siamo riuniti per riaprire il dibattito sulla collocazione nostra e di tutta la Valdinievole – dice Massimo Bulckaen – o con l’area metropolitana fiorentina o con l’area costiera di lucchesia e Versilia. Vogliamo inserirci nel discorso complessivo che ha trovato sollecitazioni a livello dello Stato: l’obiettivo è vedere se di questi tempi la nostra idea riesce a maturare non solo qui a Pescia ma in tutti i Comuni della Valdinievole. Il discorso che facciamo è necessario per valorizzare tutti i settori della società: dalla politica al turismo, dalla cultura alle tradizioni fino al sociale».

Gli attivisti annunciano alcune iniziative che saranno organizzate proprio per chiamare a raccolta i cittadini sul tema: incontri e assemblee pubbliche a settembre sia a Lucca che a Montecatini. «Perché il progetto che abbiamo è condiviso da molte persone che abitano a Ponte, Buggiano, Uzzano e Montecatini», spiega il coordinatore del Comitato Giancarlo Mandara.

I tempi sono propizi e questo gruppo di abitanti non lo nasconde. «Potrebbe essere uno stimolo per il sindaco Marchi e per le altre forze politiche a partecipare concretamente al dibattito», aggiunge Bulckaen. Non come due anni fa, quando il referendum consuntivo chiesto dopo la presentazione di 1.316 firme valide fu fatto passare, viene evidenziato, sotto traccia dall’amministrazione che, nel giro di un mese (era il settembre 2010), doveva istituire una commissione con il compito di vagliare l’ammissibilità della consultazione popolare: «È stata un’inadempienza pubblica – commenta Mandara – perché oltre il 10 per cento degli elettori pesciatini voleva passare sotto Lucca. Ci rivolgeremo al prefetto, se necessario alla magistratura competente, per segnalare questo fatto che viola i regolamenti della partecipazione e il nostro statuto. Per noi la condotta è stata puramente omissiva».

Viste le modifiche istituzionali che piovono da Roma il referendum appare un po’ accantonato. Quello che torna a risuonare con forza è la voce di questi cittadini: mai più con Pistoia, no all'area vasta fiorentina, sì ad un passaggio verso la costa. Quale che sia.

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