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A LARCIANO

Giovane salvo grazie al defibrillatore e ai volontari

Giovane salvo grazie al defibrillatore e ai volontari

Un malore improvviso, e decisamente inatteso, vista la giovane età di chi l’aveva accusato, ha messo in moto un’eccezionale macchina dei soccorsi, che ha evidenziato tutte le potenzialità...

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Un malore improvviso, e decisamente inatteso, vista la giovane età di chi l’aveva accusato, ha messo in moto un’eccezionale macchina dei soccorsi, che ha evidenziato tutte le potenzialità del servizio emergenza del nostro118, strappando da morte quasi certa il protagonista. Erano da poco passate le 19 del14 agosto, quando un larcianese di 22 anni, appena rientrato a casa dal lavoro (è un dipendente Publiser) si è accasciato al suolo accusando un malore.

A dare l’allarme al 118 il fratello, dipendente della Pubblica Assistenza di Larciano. In pochi minuti è scattata la macchina dei soccorsi: alle 19,12 è stata attivata l’ambulanza, alle 19,14 l’attivazione dell’automedica, alle 19,18 l’arrivo a casa dell’ambulanza della Pubblica Assistenza di Larciano seguita, un minuto dopo, dall’automedica, e alle 20,27 il giovane si trovava già ricoverato nel reparto di emodinamica dell’ospedale di Pescia.

Il 22enne, che non aveva mai sofferto di cuore, né evidenziato alcun problema cardiaco, è stato sottoposto alla rianimazione dai volontari della Pubblica Assistenza, che hanno fatto ricorso al defibrillatore semiautomatico, che con ogni probabilità si è rivelato determinante nel salvare il giovane. Quindi l’intervento del medico, la rianimazione e la stabilizzazione del paziente, che è stato successivamente trasportato a Pescia, dove nel frattempo era stata allertata l’équipe di emodinamica, dove il giovane è stato sottoposto a coronografia e Tac, per poi essere trasferito in rianimazione.

Le analisi hanno evidenziato la presenza di un’aritmia congenita, mai diagnosticata prima, e che se non fosse stato per la velocità e la preparazione dei soccorritori avrebbe potuto rivelarsi fatale.

Ieri la bella notizia, quando, al mattino, il giovane si è svegliato. Dovrà restare ancora sotto osservazione, ma la brutta avventura è ormai un ricordo.

Ringraziamento. Un grazie al personale dell’ospedale di Pescia. È quello che arriva dalla montecatinese Rita Terreni, il cui padre,Vago Terreni, è recentemente scomparso. «Vorrei ringraziare attraverso il Tirreno il dottor Maurizio Checchi e tutto il personale medico e paramedico del reparto di medicina dell’ospedale di Pescia, per la grande umanità che hanno dimostrato nei confronti di mio padre».

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